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Tutto quello che c’è da sapere nelle indicazioni del Ministero della Salute per cittadini e operatori sanitari.

Vaiolo delle scimmie, aumentano i casi in tutto il mondo. Considerando i Paesi in cui la malattia non è endemica, si registrano almeno 223 casi totali, di cui 195 in Europa, 119 nell’Ue e nove in Italia. Gli ultimi, in ordine cronologico, sono due in Lombardia, uno in Emilia-Romagna e uno in Veneto. Intanto, dal Ministero della Salute è arrivata una circolare con tutte le indicazioni per cittadini e operatori sanitari. Ecco, in breve, tutto quello che c’è da sapere.

Vaiolo delle scimmie, il contagio

Il Ministero della Salute fa sapere che la probabilità di contagio è considerata alta per i contatti stretti e bassa senza contatti stretti. La via principale di diffusione del virus è quella sessuale, ma non solo. Il virus può infatti essere trasmesso con fluidi e mucose (compresa la saliva), con l’utilizzo di oggetti contaminati o tramite lesioni cutanee, comprese le pustole che sono il sintomo più caratteristico della malattia.

Vaiolo delle scimmie, i sintomi

Oltre alle eruzioni cutanee tipiche della malattia, tra i sintomi troviamo febbre, brividi, mal di gola, astenia e linfoadenopatia.

Vaiolo delle scimmie, le quarantene

I contatti stretti dei casi accertati, anche in assenza di sintomi, devono adeguarsi alle decisioni delle autorità sanitarie chiamate a una valutazione per specifici contesti ambientali ed epidemiologici. La quarantena è consigliata ed è espressamente vietato, per almeno 21 giorni, donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma. Assolutamente da evitare i contatti con persone immunodepresse, donne in gravidanza e bambini sotto i 12 anni.

Vaiolo delle scimmie, vaccini e cure

Per i contatti più a rischio (come operatori sanitari e personale di laboratorio) può essere prevista, previa un’attenta valutazione di rischi e benfici, una vaccinazione da effettuare entro quattro giorni dall’esposizione.
In caso di sintomi gravi o di contagio in persone immunodepresse, il Ministero ha previsto cure a base di antivirali specifici.

Vaiolo delle scimmie, occhio agli animali

Il Ministero della Salute predica anche la massima attenzione per gli animali domestici. Tra gli animali selvatici, i roditori sono sospettati di essere ospiti del virus ancora migliori rispetto all’uomo. Le evidenze scientifiche sul contagio dall’uomo agli animali sono poche ma proprio per questo l’ipotesi non può essere esclusa. Essenziale risulta evitare di trasmettere il virus dall’uomo ad altri animali, che potrebbe trasformare la malattia in endemica anche in Europa.

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