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Vaccino Pfizer-Biontech, Commissione Ue ne cquista 300 milioni di dosi. Come funziona?

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Vaccino. La Commissione Europea firma con Pfizer-Biontech un accordo per la fornitura di 300 milioni di dosi di vaccino anti-Covid-19. Quello con Pfizer-Biontech è il quarto contratto di fornitura di vaccini sottoscritto dalla Commissione Ue, dopo quelli firmati con le altre case farmaceutiche: AstraZeneca, Sanofi-GSK e Johnson&Johnson.

La quota riservata all’Italia, per ora relativa alla prima tranche, è il 13,51% del totale, ovvero 27 milioni di dosi. 

Quanto ai tempi di distribuzione, la Commissaria Ue alla Salute, Stela Kyriakides – senza sbilanciarsi troppo – parla di uno ‘scenario positivo’ secondo il quale le prime dosi di vaccino ‘potrebbero essere a disposizione tra fine 2020 e l’inizio del 2021’.

In ogni caso, non verranno distribuite prima della conferma della sicurezza di questo vaccino.

Il vaccino infatti, dovrà essere approvato dall’Ema (Agenzia europea per i medicinali) che dovrà accertarsi non solo dell’efficacia del vaccino, ma anche della sua sicurezza.

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Il tempo necessario all’approvazione del vaccino da parte dell’Ema, “è difficile da quantificare” – sottolinea un funzionario Ue, dal momento che “non ci troviamo in una situazione normale”.

L’Ema “ha bisogno di avere tutto il tempo necessario per assicurarsi che i vaccini siano sicuri”.

Nei giorni scorsi, il presidente della Pfizer, Albert Bourla, aveva annunciato che il loro vaccino – nonostante non abbia ancora concluso l’ultima fase della sperimentazione – si mostra efficace nel prevenire il 90% delle infezioni.

Una notizia che ha subito fatto il giro del mondo, facendo volare le Borse.

Il vaccino anti Covid-19 sviluppato da Pfizer e BioNTech ha alla base la stessa tecnologia (avanzatissima ed innovativa) adottata anche dalla tedesca Curevac e dall’americana Moderna.

Tutti e tre i vaccini – al momento alla terza ed ultima fase della sperimentazione clinica – sono vaccini a Rna, ovvero utilizzano la sequenza del materiale genetico del nuovo coronavirus (l’acido ribonucleico – Rna), il messaggero molecolare che contiene le istruzioni per costruire le proteine del virus.

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La scelta di utilizzare l’Rna messaggero (mRna) è stata dettata dall’esigenza di riuscire a produrre vaccini in breve tempo, ottenendo una risposta immunitaria ottimale.

Il progetto alla base del candidato vaccino è quello di somministrare direttamente l’mRna che controlla la produzione di una proteina contro la quale si vuole scatenare la reazione del sistema immunitario.

Nel caso di questo Coronavirus, la proteina in questione è la Spike – l’artiglio molecolare utilizzato per agganciare le cellule sane e invaderle.

Per trasportare le istruzioni per indurre le cellule a produrre la proteina Spike vengono utilizzate minuscole navette.

La proteina Spike è stata una delle prime a essere individuata, è ben nota e si è osservato che il sistema immunitario umano è in grado di riconoscerla.

Non appena questo avviene, le difese dell’organismo stimolano la produzione di cellule B, che producono anticorpi, e di cellule T, specializzate nel distruggere le cellule infette.

 

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