AttualitàSalute

Moderna: il nostro vaccino anti Covid-19 è efficace al 94,5%

Condividi

Vaccino. Dopo Pfizer/BioNTech, arriva l’annuncio di Moderna. La società di biotecnologia statunitense ha fatto sapere che il suo vaccino contro il Covid-19 – co-sviluppato in collaborazione con i ricercatori del Vaccine Research Center – è efficace al 94,5% e prevede di produrne 20 milioni di dosi entro la fine di dicembre.

L’accelerazione della ‘corsa’ al vaccino ha inevitabilmente (come accaduto dopo l’annuncio di Pfizer) fatto sbalzare in alto le Borse che sono pronte a scommettere sulla fine di questa pandemia che ha contagiato 53 milioni di persone e causato oltre 1,3 milioni di morti.

Moderna ha parlato di “grande giorno”, sottolineando che i risultati sono stati migliori di quanto si potesse prevedere.

Se l’esito dei test fosse confermato, il vaccino avrebbe un’efficacia paragonabile a quella per la rosolia (97% con due dosi) e molto superiore a quello dell’influenza (che oscilla tra il 19% e il 60%).

Vaccino Pfizer-Biontech, Commissione Ue ne cquista 300 milioni di dosi. Come funziona?

Il candidato vaccino di Moderna, oltre a sembrare più efficace di quello di Pfizer/BioNTech è soprattutto più facile da distribuire: viene somministrato in due iniezioni a distanza di quattro settimane, deve essere trasportato a -20 gradi centigradi, ma può essere conservato dopo lo scongelamento in frigorifero (da 2 a 8 gradi centigradi) per 30 giorni e dura a temperatura ambiente fino a 12 ore.

La sperimentazione del vaccino di Moderna ha coinvolto 30 mila persone negli Stati Uniti, a metà delle quali sono state somministrate due dosi di vaccino, a distanza di quattro settimane, al resto solo placebo, iniezioni di acqua salata.

L’analisi si è basata sui dati dei primi 95 pazienti che hanno sviluppato i sintomi del Covid-19: solo cinque dei contagi hanno riguardato persone vaccinate, 90 invece avevano ricevuto il placebo.

Tra coloro che si sono ammalati, 11 hanno sviluppato una sintomatologia grave, ma in nessun caso questo si è verificato nelle persone immunizzate.

Mascherine, come usarle e differenziarle in maniera corretta VIDEO

Dati alla mano, Moderna è intenzionata a chiedere l’autorizzazione all’uso di emergenza in tempi brevissimi, non prima però di aver completato la fase di sperimentazione: fino a quando cioè non ci saranno 151 casi di Covid-19 nello studio.

Eventualità che potrebbe avvenire entro sette/dieci giorni.

Come il candidato vaccino di Pfizer/BioNTech, Moderna ha utilizzato la tecnologia ‘messenger RNA’: ovvero, parte del codice genetico del coronavirus viene iniettato nel corpo, consentendo la produzione di proteine in numero sufficiente per addestrare il sistema immunitario.

Addestrando il sistema immunitario a riconoscere il virus, si aumentano le difese per neutralizzarlo in caso di contagio.

La principale differenza con i vaccini tradizionali è che questi sono prodotti da virus inattivati (poliomielite, influenza), attenuati (morbillo, febbre gialla) o semplicemente da proteine chiamate antigeni (epatite B).

I candidati vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna invece, fanno sì che le istruzioni genetiche penetrano nelle cellule umane, che vengono riprogrammate per creare un antigene del coronavirus e innescare una risposta del sistema immunitario.

(Visited 9 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago