La presa di posizione di Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’Agenzia europea del farmaco.

La quarta dose di vaccino contro il Covid? Sbagliata e insostenibile a distanza di 3-4 mesi dalla terza. Non ha dubbi Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). “Non ci sono ancora dati sufficienti a sostegno di questo approccio. Se l’uso di richiami potrebbe essere considerato parte di un piano di emergenza, vaccinazioni ripetute a brevi intervalli non rappresentano una strategia sostenibile a lungo termine“, ha spiegato Cavaleri.

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Nell’Unione europea, solo l’Ungheria finora ha fatto partire la somministrazione della quarta dose per chiunque ne faccia richiesta (nonostante il tasso di vaccinazione nella popolazione sia tra i più bassi della Ue). Sul caso è intervenuta anche Emer Cook, direttrice dell’Ema, che ha parlato di un vaccino ‘aggiornato’ alle ultime varianti, a cominciare da Omicron: “Sono necessari dati clinici e una discussione più strategica su quali vaccini siano necessari a lungo termine. Quelli approvati finora, con tre dosi, garantiscono una protezione sufficiente“.

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Se l’Ema boccia la quarta dose a breve distanza dalla terza, c’è comunque preoccupazione per il diffondersi di Omicron. “Sta diventando rapidamente la variante dominante e sembra causare un’infezione meno grave, ma servono altri dati. Non dobbiamo sottovalutare che è un potenziale fardello per gli ospedali. Il virus potrebbe diventare endemico ma siamo ancora nel pieno di una situazione pandemica“, spiega Marco Cavaleri. Che poi rassicura sul vaccino in gravidanza, troppo spesso sconsigliato dai ginecologi: “Le donne incinte hanno maggiori probabilità di ammalarsi gravemente di Covid rispetto a quelle non incinte, i dati sui vaccini sono molto rassicuranti: riducono il rischio di ospedalizzazione e morte in gravidanza senza causare complicazioni o danneggiare il nascituro“.

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