Clima

Usa, nel 2019 il livello delle acque è cresciuto più velocemente del previsto

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Il livello delle acque negli Stati Uniti sta crescendo più rapidamente del previsto. L’aumento è maggiore sulla costa atlantica e nel Golfo del Messico ma ora anche la costa del Pacifico è a rischio.

Il livello delle acque nelle coste degli Stati Uniti è cresciuto nel 2019 ad un ritmo molto più elevato di quanto mai fatto in passato. Continuando a questo ritmo, secondo gli scienziati, gli scenari più inquietanti come le inondazioni e gli allagamenti potrebbero diventare sempre più frequenti. Secondo i dati raccolti dai ricercatori del Virginia Institute of Marine Science (Vims), in 25 delle 32 stazioni mareografiche di tutta la costa statunitense è stato registrato un aumento del livello del mare.

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Le misurazioni riguardano tutte le coste statunitense, dal Maine all’Alaska, dove vive circa il 40% della popolazione. L’aumento risulta evidente nello spazio di un anno, in particolare nei 25 siti dove l’acqua è aumentata ad un tasso più veloce nel 2019 rispetto al 2018. L’aumento più alto riguarda la costa del Golfo del Messico, in particolare Grand Isle in Louisiana dove l’aumento annuale è stato di 7.93 mm nel corso dell’anno, più del doppio della media globale. Galveston e Rockport in Texas sono al secondo posto della classifica.

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In generale l’aumento del livello del mare è maggiore nella costa atlantica e nel Golfo rispetto alla costa del pacifico. I ricercatori del Vims sostengono che l’aumento sia iniziato tra il 2013 e il 2014 ed è stato probabilmente causato dalle dinamiche oceaniche e dallo scioglimento dei ghiacciai. In tutto il mondo il livello delle acque sta aumentando a causa dello scioglimento dei ghiacciai e dall’espansione termica delle acque oceaniche dovute al riscaldamento e alle emissioni causate dalle attività umane.

“L’accelerazione può essere un fattore in termini di impatto e pianificazione quindi dobbiamo prestare attenzione a questi valori” ha spiegato John Boon, professore emerito del Vims e fondatore del progetto all’agenzia. Anche il National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) ha registrato un aumento delle acque, avvertendo che qualora le emissioni di gas ad effetto serra non venissero ridotte, nello scenario peggiore ci sarà un aumento delle acque di 2.5 metri entro il 2100 rispetto ai livelli del 2000.

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Il tasso corrente indica che “ci stiamo muovendo verso le proiezioni peggiori” ha spiegato Molly Mitchell, scienziata del Vims “abbiamo sempre maggior evidenze dalle registrazioni che questo aumento del livello del mare deve essere seriamente considerato nei futuri sforzi di pianificazione”. Mitchell ha aggiunto che probabilmente il livello delle acque aumenterà anche nella costa ovest: “nonostante il livello delle acque sia aumentato più lentamente nella costa del Pacifico, secondo i modelli anche in quel caso ci sarà un aumento. I dati degli ultimi tre anno sono a supporto di questa ipotesi”.

Anche nelle previsioni più ottimistiche del Noaa, con un aumento di 30 centrimetri entro il 2100 alcune città come Miami e New York potrebbero essere a rischio inondazioni e allagamento. La crisi climatica porterà probabilmente anche a tempeste più forti dei recenti uragani Irma e Harvey, con ulteriori allagamenti e alluvioni.

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