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USA, il coronavirus non impedirà all’amministrazione Trump di distruggere l’ambiente

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Nonostante la pandemia globale del coronavirus, l’EPA e il Dipartimento degli Interni stanno continuando a lavorare su leggi che indeboliscono la regolamentazione in materia ambientale.

Tra le caratteristiche della Presidenza di Donald Trump ci sono sicuramente la continua revisione e l’ indebolimento delle leggi in materia ambientale: da quando il Presidente è entrato in carica la sua amministrazione ha indebolito o abrogato oltre 90 leggi tra cui il ritiro degli accordi di Parigi, il taglio sugli standard sulle emissioni e le leggi sui pesticidi. E tutto fa pensare che questo atteggiamento continuerà anche durante la pandemia globale.

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Secondo la stampa americana le agenzie federali come l’EPA e il Dipartimento degli interni stanno lavorando intensamente per modificare altre leggi sull’ambiente nei prossimi mesi, nel tentativo dell’amministrazione di rivedere tutte le leggi possibili prima delle elezioni di novembre. Tra i temi più cruciali c’è la volontà dell’EPA di approvare una legge che limiti il numero di studi scientifici utilizzabili in materia ambientale: l’agenzia potrà utilizzare solamente gli studi che si riferiscono a dati pubblici disponibili ma, dal momento che questi studi solitamente rispettano le norme sulla privacy, gli scienziati temono che questa legge possa ridurre il numero di ricerche utilizzabili ed avere un impatto pericoloso su salute e ambiente. “Ciò significa che l’EPA potrà revisionare, o non aggiornare, delle leggi senza poter utilizzare le migliori informazioni per proteggere la salute pubblica e l’ambiente, il che significa più aria sporca e più morti premature” ha spiegato Paul Billings, vice presidente di American Lung Association.

Queste preoccupazioni ora sono tornate in voga durante la diffusione del coronavirus. Per James Goodwin del Center for Progressive ReformMolti dati scientifici utilizzati nella lotta contro il coronavirus non sarebbero disponibili se questa legge fosse entrata in vigore in passato”. Il Senatore Tom Carper, del Committee on Environment and Public Works ha scritto una lettera ad Andrew Wheeler, capo dell’EPA, in cui sostiene che “la pandemia del COVID-19 ci sta mostrando l’importanza di un accesso rapido alle informazioni scientifiche come l’utilizzo di tali informazioni. Sfortunatamente se questa legge dovesse entrare in vigore, temo che il risultato sarà l’opposto”. Per Andrea Woods, portavoce dell’EPA, questi timori sono infondati e la nuova regolamentazione non impedirà all’EPA di prendere le misure per combattere il coronavirus e altre emergenze: “Sappiamo che il COVID-19 ha causato una spaccatura nelle vite di molti americani ma il nostro dovere verso i cittadini americani è di continuare a fare il nostro lavoro per proteggere la salute e l’ambiente”.

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Fonti all’interno delle Fonti interne all’EPA e al Dipartimento degli Interni sostengono che ai dipendenti sia stato detto che non ci sarebbero stato “slittamenti” su queste leggi neanche con l’attuale crisi sanitaria. Il governo federale ha respinto le richieste di prorogare i periodi di commento pubblico alla luce dell’epidemia anche se i suoi stessi avvocati hanno chiesto che le cause contro le modifiche alle leggi fossero ritardate a causa dell’emergenza. I critici sostengono però che l’amministrazione stia usando il coronavirus per distrarre l’attenzione da altre leggi che vengono approvate questo periodo. “L’amministrazione sta traendo vantaggio dal fatto che il pubblico sia distratto e impossibilitato a protestare contro queste leggi” secondo David J. Hayes direttore della State Energy and Environmental Impact Center alla New York University School of Law.

 

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Queste paure sono particolarmente acute quando si tratta della nuova proposta di ricerca sulla salute pubblica dato che gli esperti che potrebbero argomentare sui difetti della nuova legge sono attualmente focalizzati nella lotta al coronavirus” come affermato da Frank Pallone dell’ House Energy and Commerce Committee. Tuttavia l’EPA ha finora rifiutato di ascoltare i loro appelli o di programmare qualsiasi riunione virtuale per discutere il regolamento, procedendo con il periodo di commento di 30 giorni, il periodo di tempo minimo consentito dalla legge.

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