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Coronavirus, 800.000 medici scrivono a Trump: posticipare riapertura imprese per la salute degli americani

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Un consiglio di 800,000 tra medici ed esperti ha scritto una lettera al Presidente Trump per chiedere di posticipare la riapertura delle imprese, prevista per il 12 aprile.

Un consiglio che rappresenta oltre 800.000 medici negli Stati Uniti ha firmato una lettera per chiedere al Presidente Donald Trump di rivedere la decisione di riaprire tutte le imprese entro il 12 aprile, sostenendo che la decisione del presidente di ignorare gli esperti di salute pubblica possa mettere a rischio la salute di milioni di americani e gettare il sistema ospedaliero ancora più nel caos.

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Il Council of Medical Specialty Societies, una coalizione che comprende tra le altre cose l’associazione American College of Emergency Physicians, la Society of Critical Care Medicine e l’American College of Preventive Medicine ha chiesto al presidente di incoraggiare gli americani ad andare avanti con le pratiche di distanziamento sociale per rallentare la diffusione del coronavirus. “La trasmissione del COVID-19 va avanti negli Stati Uniti e abbiamo bisogno che la vostra leadership supporti le raccomandazioni a base scientifica sul distanziamento sociale in modo da rallentare il virus. I vari sforzi degli Stati da soli non possono risolvere questa crisi sanitaria”.

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Nonostante governatori e sindaci in tutto il paese abbiano emesso ordini di restrizione e avvertito le comunità che ci potrebbero volere settimane per “appiattire la curva”, Trump ha spiegato di voler vedere le imprese nuovamente aperte entro Pasqua. “Avremo chiese affollate in tutto il paese. Penso che sia un buon momento” ha commentato il Presidente riferendosi al suo obiettivo di riaprire tutto entro il 12 aprile, in un tentativo visto da molti come un modo per guadagnare i voti della comunità cristiana. A seguito delle dichiarazioni del Presidente, il Governatore dell’Alabama Kay Ivey, repubblicano di destra, ha affermato che le misure di allontanamento sociale siano solo una questione di fazioni e rappresentano una divisione culturale tra conservatori e liberali. “Non siamo in California, non siamo a New York” ha commentato Ivey mentre spiegava alla stampa di voler mantenere aperte le imprese nello Stato.

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Nella lettera si sostiene che invece di trattare la pandemia come un problema di fazioni, Trump dovrebbe seguire la guida degli esperti di salute pubblica e incoraggiare gli americani a fare lo stesso: “Un forte piano nazionale che supporti e imponga il distanziamento sociale, e che riconosca che la salute e l’economia siano indissolubilmente legate, dovrebbe rimanere in vigore fino a quando gli esperti di salute pubblica e medici indicheranno che possa essere revocato. Il Governo federale, gli Stati e i governi locali dovrebbero solamente indicare una data per la fine delle restrizioni coerente con le valutazioni dei medici e degli esperti. Porre fine in anticipo alle restrizioni metterà gravemente a repentaglio la salute pubblica“.

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