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Negli Stati Uniti la Corte Suprema sta per annullare una storica sentenza del 1973 che apriva al diritto all’aborto nel Paese. Migliaia di persone sono scese in strada per protestare

La Corte Suprema degli Stati Uniti sta per annullare il diritto all’interruzione di gravidanza. Quantomeno è quello che emerge dalla bozza di una sentenza attesa per giugno che è trapelata ed è stata pubblicata dalla stampa e che la stessa Corte definisce “autentica ma non definitiva”.

Dunque, un ribaltamento delle regole sull’aborto che negli Stati Uniti si rifanno a una sentenza – la Roe vs Wade del 1973 – che ora la Corte, a maggioranza conservatrice, intende ripudiare.

Il giornale online Politico ha pubblicato in esclusiva il testo recante il “parere della Corte” in cui si legge: “Riteniamo che ‘Roe e Casey’ debba essere annullata“. E ancora: “È tempo di dare ascolto alla Costituzione e restituire la questione dell’aborto ai rappresentanti eletti del popolo“.

Negli Stati Uniti, infatti, non esiste una legge sull’aborto. La normativa – come spesso avviene in America – è delegata alle sentenze della Corte Suprema che fanno giurisprudenza.

Due, in particolare, le sentenze sulle quali attualmente si basa il diritto all’aborto negli Stati Uniti: la già citata Roe vs Wade e la Planned Parenthood vs Case del 1992 che conferma l’impianto della precedente.

La Corte era stata chiamata a decidere sulla legge approvata nel 2018 dallo Stato del Mississippi che fissa il limite entro cui poter ricorrere all’aborto a 15 settimane dal concepimento (mentre l’attuale giurisprudenza in tutti gli Stati Uniti stabilisce che l’aborto è praticabile fino a circa sette mesi di gravidanza).

Centinaia di persone si sono ritrovate davanti alla Corte Suprema americana nella notte per protestare. E tante altre proteste sono attese nelle prossime ore.

L’intenzione dei manifestanti è quella di spingere i giudici conservatori della Corte a rivedere la propria posizione sullo stop all’aborto prima della sentenza definitiva attesa per il prossimo mese.

 

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