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URANIO “HA SEMINATO MORTE E MALATTIE”, COMPLICE IL “NEGAZIONISMO VERTICI MILITARI”

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Uranio, “ha seminato morte e malattie” e “negazionismo vertici militari”. “Sconvolgenti criticità” nel settore della sicurezza e della salute sul lavoro dei militari “in Italia e nelle missioni all’estero, che hanno contribuito a seminare morti e malattie“.

è quanto si legge nella relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito – passata con 10 voti a favore e soli 2 contrari.

Al centro della relazione, il “negazionismo” dei vertici militari e gli “assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle autorità di Governo”.

Particolare rilievo viene dato all’audizione di Giorgio Trenta, presidente dell’Associazione italiana di radioprotezione medica, che ha “riconosciuto la responsabilità dell’uranio impoverito nella generazione di nanoparticelle e micropolveri, capaci di indurre i tumori che hanno colpito anche i nostri militari inviati ad operare in zone in cui era stato fatto un uso massiccio di proiettili all’uranio”.

La relazione ha quindi messo in luce i “molteplici e temibili rischi a cui sono esposti lavoratori e cittadini nelle attività svolte dalle forze armate, ma anche dalla polizia di Stato e dai vigili del fuoco“.

A minacciare l’ambiente e la salute non c’è solo l’uranio, ma anche l’amianto, presente in navi, aerei, elicotteri.

Tanto che la Commissione ha accertato che “solo nell’ambito della Marina Militare 1.101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie sbesto-correlate“.

La relazione ha inoltre constatato “l’inadeguatezza della tutela previdenziale garantita al personale delle forze armate, al quale è riservato un trattamento deteriore rispetto alla generalità dei lavoratori”.

Infine, un capitolo è dedicato a quello che può essere il simbolo della “guerra” all’uranio impoverito: la Penisola Delta del Poligono di Capo Teulada, “utilizzata da oltre 50 anni come zona di arrivo dei colpi, permanentemente interdetta al movimento di persone e mezzi”.

“Le immagini satellitari – si legge nella relazione – ritraggono una discarica non controllata: sulla superficie tonnellate di residuati contenenti cospicue quantità di inquinanti in grado di contaminare suolo, acqua, aria, vegetazione, animali”.

La Relazione – ha spiegato in conclusione il presidente della Commissione Scanu – verrà inviata alla Procura di Roma, così che possa essere chiaro che c’è la volontà di deformazione o occultamento della relazione.

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