Territorio

UNIVERSO, LO SCONTRO TRA DUE STELLE CREA LA RICCHEZZA DELLO SPAZIO

Condividi

Universo. Il 17 agosto alle 14.41 (ora italiana) è iniziata una nuova era. L’oro nasce anche nello spazio.

A 130 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Idra, due stelle di neutroni si sono scontrate e fuse, producendo onde gravitazionali ed elettromagnetiche. Queste onde,che non sono nate da un sistema binario di buchi neri, hanno liberato energia composta anche da raggi gamma. Ma ciò che ha colpito gli osservatori è un evento ancor più eccezionale, che ha rivoluzionato il modo di vedere il cosmo e rivelato uno dei più grandi misteri dell’astrofisica sull’origine degli elementi.
Dallo scontro delle stelle si sono dispersi metalli preziosi e più pesanti del ferro, tra cui oro e platino. Da qui, la scoperta rivoluzionari di una “miniera d’oro nello spazio”, una fonte di ricchezza tanto grande quanto impossibile da raggiungere.

“Non ci eravamo mai spiegati come i metalli pesanti potessero formarsi nell’universo” ha spiegato l’astronomo dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) Paolo D’Avanzo, “sappiamo che all’interno delle stelle gli atomi si fondono fino a generare il ferro, ma non gli elementi più pesanti”.

Una scoperta che costituisce anche la prova di ciò che Albert Einstein aveva previsto un secolo fa. Nella sua teoria della relatività, Einstein aveva parlato di onde gravitazionali nell’universo, cioè vibrazioni che producono increspature nello spaziotempo, e del fatto che queste viaggiassero alla stessa velocità della luce. Dopo la dimostrazione dell’esistenza delle onde gravitazionali nel 2015, la “teoria più bella del mondo” ha finalmente ottenuto ora la verifica scientifica con l’osservazione.

Un evento storico che si è realizzato grazie alle osservazioni dei due rivelatori gemelli LIGO e VIRGO, collocati negli Stati Uniti e in Italia, più precisamente a Càscina, in provincia di Pisa. Proprio quest’anno al laboratorio toscano è stata riconosciuta la collaborazione nella ricerca sulle onde gravitazionali, cui è stato conferito il Nobel per la Fisica 2017. A completare l’opera, anche le indagini ottenute da 70 telescopi a terra, tra cui REM, VST, VLT, e osservatori spaziali, come Fermi e Integral, Swift, Chandra, Hubble. I risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista Physical Review Letters.

L’Italia ha avuto un ruolo fondamentale grazie al rivelatore VIRGO, che ha permesso di localizzare l’origine dell’onda gravitazionale, nella periferia della galassia NGC4993. Appena due secondi dopo, il satellite della Nasa “Fermi” ha registrato un lampo di luce sotto forma di raggi gamma, con successiva conferma dal satellite “Integral” dell’Agenzia spaziale europea.

Telescopi a terra e osservatori spaziali hanno continuato a monitorare la porzione di universo, individuando anche onde elettromagnetiche di diverse lunghezze d’onda, tra cui raggi X, ultravioletti, luce visibile, infrarossi e onde radio.

L’INAF ha commentato lo straordinario evento, spiegando che la collisione tra i due neutroni è avvenuta “abbastanza vicina da poterla osservare con numerosi strumenti” e che “ha generato un’esplosione astronomica definita kilonova, cioè mille volte più luminosa di una nova classica”. Paolo d’Avanzo ha parlato, in un articolo sulla rivista “Nature”, di uno scontro tra due stelle “più massicce del Sole, ma non più grandi della città di Washington”, con una densità tale che per averne un’idea “possiamo immaginare l’intera umanità compressa in una zolletta di zucchero”.

Il 17 agosto ha così segnato l’era dell’“astrofisica multimessaggero”, che permette di “vedere e ascoltare” il cosmo lungo frequenze e segnali diversi.

Per gli osservatori di tutto il mondo l’emozione non ha precedenti. Ha commentato Elena Pian dell’Inaf: “Ci sono rare occasioni in cui uno scienziato ha la possibilità di assistere a una nuova era e questo è uno di quei momenti”.

Il punto ora è questo, chi inizierà per primo la corsa all’oro nello spazio?

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago