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’Unione petrolifera punta al ‘green’ e cambia nome in Unione Energie per la Mobilità

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Cambio di rotta per l’Unione Petrolifera che ha deciso di cancellare nel suo nome il riferimento al mondo del greggio e puntare sulla transizione energetica.

Una scelta determinata anche dalla ridotta domanda di gasolio, benzina e carboturbo e che far chiudere l’anno in corso con un -15% dei consumi di prodotti derivati dal greggio rispetto al 2019.

Un cambio di passo, quello di UP, per contrastare non più solo le emissioni inquinanti, ormai prossime allo zero, ma anche quelle climalteranti.

“I prossimi anni saranno decisivi per la decarbonizzazione dei trasporti che dipenderà dalle soluzioni che Unione Petrolifera saprà offrire anche in termini di ricerca e sviluppo, per continuare a muovere merci e persone con prodotti sicuri, sostenibili e accessibili – ha dichiarato il Presidente di Unione Petrolifera, Claudio Spinaci – per questo motivo UP cambia nome in “UNEM”: Unione Energie per la Mobilità. Un nome che ratifica un percorso già avviato da anni per sostenere l’evoluzione delle nuove tecnologie sia nell’ambito delle aziende aderenti all’Unione Petrolifera, sia collaborando con nuove realtà industriali attive nell’innovazione e nella ricerca. L’obiettivo ambizioso, oggi, è quello di contribuire alla decarbonizzazione, non di resistervi”.

La profonda trasformazione dell’economia europea, in un’ottica di decarbonizzazione, richiede quindi anche al settore petrolifero un enorme sforzo non solo di ricerca e sviluppo, ma anche di investimenti per cambiare ancora.

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L’impegno come Associazione è quello di riuscire a rappresentare al meglio e sostenere questa filiera in trasformazione e tutte le energie per la mobilità che in prospettiva non saranno più solo derivati dal petrolio.

Tutto questo prende forma in un documento, Green Fuel for wall, approvato a livello europeo dalle maggiori compagnie che operano nel settore petrolifero e redatto da Fuels Europe, che traccia un percorso che parte da oggi e arriva al 2050 con una completa decarbonizzazione della filiera almeno per quanto riguarda il trasporto terrestre e del 50% del trasporto via mare e aviazione (così come fissato dagli accordi di Parigi).

Il percorso chiave di questa decarbonizzazione prevede una riduzione della materia prima petrolio e l’introduzione di materie prime che inizialmente sono di carattere bio, quindi per la produzione di biocarburanti, fino all’adozione, in un orizzonte più lungo, dei cosiddetti carburanti sintetici.

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Vi sarà quindi l’evoluzione delle raffinerie che 10 anni fa lavoravano al 100% petrolio, e che oggi cominciano ad avere una componente importante di biocarboranti e domani avranno una componente sempre crescente di rifiuti e Co2 come materie prime.

Un cambio di passo che si riflette anche nello statuto, che oggi si rivolge a società che hanno avviato la ricerca o la produzione di biocarburante e di carburante sintetico, mostrando come UNEM vada oltre la rappresentanza di aziende che lavorano e commercializzano prodotti petroliferi e abbia allargato il campo a quelle aziende che lavoreranno materie prime alternative per la produzione di carburanti decarbonizzati.

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