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Unesco, 75 milioni per i siti di interesse naturalistico. Tutte le altre notizie

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In questo edizione del Tg Ambiente realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Unesco, 75 milioni per i siti di interesse naturalistico; 2) Clima, l’Italia invia Ue la strategia nazionale; 3) Arriva la barca a vela che pulisce il mare dai rifiuti; 4) Danimarca, via libera all’isola energetica nel Mare del Nord.

In questo edizione del Tg Ambiente realizzato in collaborazione con Italpress:

1)Unesco, 75 milioni per i siti di interesse naturalistico. Settantacinque milioni di euro per il triennio 2021-2023 per l’adattamento ai cambiamenti climatici nei siti Unesco d’interesse naturalistico e nei parchi nazionali. Li prevede un nuovo programma di interventi del ministero dell’Ambiente. Destinatari del fondo i Comuni, con la consultazione degli enti gestori dei siti, dell’Unesco e degli enti parco in caso di patrimonio culturale immateriale. Oltre che all’adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni, le risorse sono destinate a interventi per l’efficienza energetica, per la realizzazione di piccoli impianti di energia rinnovabile e per il controllo e il contrasto dell’inquinamento.

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2) Clima, l’Italia invia Ue la strategia nazionale. Riduzione della domanda di energia, grazie soprattutto al calo della mobilità privata e dei consumi in ambito civile. Decisa accelerazione delle rinnovabili e della produzione di idrogeno. Potenziamento e miglioramento delle superfici verdi, per aumentare la capacità di assorbimento di CO2. Sono le tre direttrici fondamentali della Strategia Nazionale di lungo periodo per la lotta ai cambiamenti climatici, che il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha trasmesso alla Commissione Europea. La strategia è stata elaborata nell’ambito degli impegni dell’Accordo di Parigi, e individua i possibili percorsi per raggiungere, nel nostro Paese, al 2050, una condizione di “neutralità climatica”, nella quale le residue emissioni di gas a effetto serra sono compensate dagli assorbimenti di CO2.

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3)Arriva la barca a vela che pulisce il mare dai rifiuti. Si chiama Le Manta ed è in grado di aspirare via dagli oceani il 100% dei rifiuti di plastica, da quelli più ingombranti ai più piccoli.
Secondo una ricerca delle Nazioni Unite (ONU) ogni minuto 17 tonnellate di plastica vengono scaricate negli oceani e se non interveniamo ora gli oceani nel 2050 avranno più plastica che pesci.
La Manta è il primo catamarano in grado di raccogliere, trattare e recuperare grandi quantità di rifiuti di plastica in mare e alle foci dei fiumi. È una barca di 56 metri, dal 50 al 75% si auto-alimenta di energia propria, che produce dal riutilizzo dei rifiuti plastici raccolti e ha l’obiettivo di tirare su dalle acque 10mila tonnellate di scarti l’anno.
La sua forma le permette di resistere a tutte le condizioni metereologiche e raccogliere le plastiche grazie a due ali in grado di separare il plancton dall’immondizia più piccola.
Grazie ad un impianto sonoro durante la navigazione allontana pesci e cetacei dalla traiettoria. Manta sarà equipaggiata con vele DynaRig e quattro motori elettrici alimentati sia da due turbine eoliche che da 2000 m² di pannelli solari.

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4) Danimarca, via libera all’isola energetica nel Mare del Nord. Via libera del governo danese alla costruzione di un’isola artificiale nel Mare del Nord, a circa 80 chilometri dalla costa, per produrre energia rinnovabile in grado di soddisfare il fabbisogno di elettricità di 3 milioni di famiglie. L’isola sarà pronta entro il 2033.
Nella sua fase iniziale, avrà le dimensioni di 120mila metri quadrati (circa 18 campi da calcio) e sarà collegata a 200 turbine eoliche offshore in diversi campi eolici. Inizialmente assicurerà sia energia alle famiglie che idrogeno verde per il trasporto marittimo, aereo e l’industria, ma in seguito sarà ampliata per arrivare a produrre fino a 10 milioni di giga watt, sufficienti per 10 milioni di famiglie (molto di più del necessario per la popolazione danese che comprende 5,8 milioni di abitanti). L’idea del governo danese è quella di edificare e mettere in servizio diversi impianti di questo tipo in futuro, puntando così ad offrire al mercato europeo e internazionale sempre più energie rinnovabili e da fonti pulite. L’isola energetica avrà anche la funzione di ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030 (quello danese è uno dei piano più ambiziosi del mondo) e di raggiungere la neutralità climatica (azzerare le emissioni nette di CO2) entro il 2050.

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