I dati sono stati presentati nel dossier di Legambiente Stop Pesticidi 2021

Ci sono tracce di pesticidi su un terzo della frutta e verdura che mangiamo. A dirlo è il dossier Stop Pesticidi 2021, realizzato da Legambiente in collaborazione con Alce Nero. Lo studio ha preso in considerazione i dati del 2020 di 2.519 campioni di alimenti di origine vegetale prodotti in Italia o all’estero.

I risultati: l’1,39% di campioni analizzati presentavano una quantità di pesticidi al di sopra della soglia consentita dalla legge. E dunque frutta e verdura che non doveva essere mangiata.

Della restante parte, però, ben il 35% presentava contenuti (seppur entro i limiti di legge) di pesticidi. Dunque soltanto il 63% dei campioni analizzati risultava non aver alcun residuo di pesticidi.

Secondo il report di Legambiente, la frutta rappresenta la categoria in cui si concentra la percentuale maggiore di campioni regolari con uno o più residui. Nel particolare, queste le percentuali di campioni in cui è stato trovato almeno una sostanza: l’uva da tavola (85,71%), le pere (82,14%), le fragole (71,79%) e le pesche (67,39%).

Per quanto riguarda le verdure, invece, le cose vanno leggermente meglio e dunque si osserva una maggior quantità di alimenti regolari senza residui (73,81%). Ma percentuali elevate di fitofarmaci si trovano in prodotti come pomodori (60,20%) e peperoni (48,15%).

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