Umbria, sangue, in difficoltà il ternano ed aumentare plasmaferesi nella regione

Il presidente Avis Umbria, Enrico Marconi: “bene il Centro regionale sangue, ora serve Piano sangue e plasma regionale”

Aumentare il numero dei donatori di sangue, soprattutto nella provincia di Terni, recuperare il gap nella plasmaferesi aumentando la raccolta di circa il 20 per cento.

Ed ancora invertire la flessione delle donazioni registrata nel trimestre luglio settembre, a livello regionale, dopo una prima parte dell’anno in grandissimo incremento.

Queste le urgenze emerse dalla conferenza associativa di Avis Umbria che ha visto riuniti ad Assisi presidenti, amministratori, segretari e tesorieri delle Avis del territorio regionale, insieme al presidente regionale di Avis Umbria, Enrico Marconi e a Giorgio Meniconi e Leonardo Mariani, presidenti provinciali rispettivamente di Avis Perugia e Terni.

Il commento del presidente Enrico Marconi: “All’inizio dell’anno abbiamo avuto un grandissimo incremento delle donazioni e tutt’ora rispetto al 2022 siamo tra le 700 e le 800 donazioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è vero però che nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) c’è stata una flessione”.

“A livello aggregatoha proseguito Marconi – siamo ancora sul 2, 3% in più rispetto all’anno scorso, come donazioni di sangue nel periodo gennaio-ottobre, però c’è stata appunto questa flessione”.

“Risentiamo moltoha aggiuntosoprattutto nella provincia di Terni, del problema della Dengue e dell’infezione che ha colpito Roma perché ci sono molte persone che da quella zona si spostano nella capitale per motivi di lavoro e questo sostanzialmente impedisce di eseguire le donazioni di sangue, se non dopo 28 giorni dall’ultimo viaggio a Roma”.

“La provincia di Perugia invece ha continuato Enrico Marconiè in linea con il trend positivo dei primi mesi dell’anno, però dobbiamo fare più sforzo soprattutto per quanto riguarda la plasmaferesi per soddisfare il fabbisogno della regione”.

“Rispetto allo scorso anno ha ricordatoanche come raccolta del plasma abbiamo aumentato di circa il 20%, ma rispetto al fabbisogno della regione siamo comunque sotto di circa il 20%” e dobbiamo recuperare il gap”.

“La promozione del dono del sangue, è alla base delle nostre strategie. Dobbiamo avere altri donatori. Non sono sufficienti gli sforzi degli attuali donatori ha ribadito Marconici rivolgiamo soprattutto ai cittadini in buona salute perché entrino a far parte della nostra famiglia”.

Marconi ha anche ricordato l’importanza del recente insediamento del nuovo Centro regionale sangue.

“Un organismo previsto dalla legislazione nazionaleha spiegato il presidente Marconiche in Umbria era scaduto da parecchio tempo e che la Regione con una delibera di giunta ha ricostituito. È un organismo che deve presiedere a tutte le politiche regionali in materia di raccolta e utilizzo del sangue e quindi funge da coordinamento, dà linee di indirizzo, individua le linee essenziali per le attività dei centri trasfusionali e di tutta la rete della medicina trasfusionale”.

“Il prossimo stepha concluso – è licenziare il Piano sangue e plasma regionale, una legge regionale di base per il buon funzionamento di tutti i servizi trasfusionali”.