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SENATO, IL BIOTESTAMENTO E’ LEGGE – VEDI I SEI ARTICOLI

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Senato, il biotestamento è legge. La maggioranza trasversale che sostiene il disegno di legge sul biotestamento supera la prova dell’Aula di Palazzo Madama.

Con 180 sì, 71 no e 6 astenuti il testo sul fine vita diventa legge.

Ha retto l’asse tra il centrosinistra Pd-Mdp e il MoVimenro 5 Stelle. Forza Italia ha lasciato libertà di coscienza, mentre è rimasto compatto il fronte del no, con Lega e centristi.

Un applauso lunghissimo ha accolto l’approvazione finale della legge. Un applauso partito spontaneamente dalle tribune in alto tra cui erano ospiti di dirigenti della Associazione Luca Coscioni, tra cui Mina Welby e Emma Bonino.

Le norme giacevano al Senato da mesi, dopo essere state approvate dalla Camera lo scorso 20 marzo. L’approvazione è stata possibile proprio perché il testo della Camera è stato blindato ed ha retto al passaggio anche al voto segreto.

Respinti anche, con un margine piuttosto ampio, gli emendamenti più controversi come quello sull’ idratazione e la nutrizione del malato terminale.

Un passo avanti per la dignità della persona” – commenta il premier Gentiloni su twitter.

Per la presidente della Camera Boldrini è “un importante atto di responsabilità del Parlamento”.

Il presidente del Senato Grasso commenta: “Possiamo dire di aver assolto al nostro compito quando, in coscienza, decidiamo secondo criteri di responsabilità, cercando tutti insieme la strada di maggior condivisione possibile anche sulle questioni più divisive”, e poi annuncia che il calendario per vitalizi e lo ius soli è rimandato alla prossima settimana.

A nulla sono valsi gli interventi e gli appelli a ripensarci lanciati da Carlo Giovanardi, Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi, Maurizio Gasparri e Maria Rizzotti.

“Poichè da qui a qualche mese il centrodestra sarà maggioranza in Parlamento e governerà questo Paese, credo che nel programma comune della coalizione si debba prevedere l’impegno a modificare immediatamente la legge sul testamento biologico su almeno tre punti essenziali: ruolo del medico e obiezione di coscienza, registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento, idratazione e alimentazione” – commenta Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’.

Tra le critiche più dure, quella all’assenza di un registro nazionale delle “Dat” (Disposizioni Anticipate di Trattamento).

La presidente della Commissione Sanità De Biasi, già relatrice in commissione, assicura che esistendo di fatto i registri regionali di Dat, il problema non sussiste.

In ogni caso, alla Camera è stato presentato da poco un emendamento alla Manovra che prevede un finanziamento per il registro: un’iniziativa contestata da Giovanardi che parla di “indecorosi incroci“.

 

 

 

ECCO I SEI ARTICOLI DELLA LEGGE

L’articolo 1 tratta del Consenso Informato, stabilisce il diritto del paziente di rifiutare in tutto o in parte i trattamenti e di revocare il consenso. Nutrizione e idratazione artificiale sono da considerarsi “trattamenti sanitari”. Il medico può rifiutarsi di ‘staccare la spina’. Il medico – recita l’emendamento – è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo “e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico assistenziali”.

Le strutture sanitarie devono dare piena attuazione alla legge e dovendo dare piena attuazione alla legge, e sono chiamate a trovare una ‘risposta attiva’, affinché la volontà del paziente sia rispettata. Inoltre l’articolo 1 bis tocca il tema della terapia del dolore, del divieto di ostinazione irragionevole nelle cure e della possibilità di ricorre alla sedazione palliativa profonda continua.

 

L’articolo 2 analizza il tema dei Minori o di Persona incapace e chiarisce che la persona minore di 18 anni e la persona legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno, qualora quest’ultimo incarico preveda anche l’assistenza e la rappresentanza in ambito sanitario, ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione, ricevendo informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità ed esprimendo la propria volontà. Il consenso informato è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno

 

L’articolo 3 è relativo alle Dat, le Disposizioni Anticipate di Trattamento. Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni in materia di trattamenti sanitari, indicando una persona di sua fiducia (il fiduciario) che lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

Il medico è tenuto al pieno rispetto delle Dat le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico, in accordo con il fiduciario, qualora sussistano motivate e documentabili possibilità, non prevedibili all’atto della sottoscrizione, di poter altrimenti conseguire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita. Nel caso in cui le Dat non indichino un fiduciario, si legge nel testo, vengono sentiti i familiari. Le Dat devono essere redatte in forma scritta, datate e sottoscritte davanti a un pubblico ufficiale, a un medico o a due testimoni. Con la medesima forma sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento.

 

L’articolo 4 è dedicato alla Pianificazione condivisa delle cure, rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o con prognosi infausta. Il personale sanitario è tenuto ad attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. La pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

 

L’articolo 5 stabilisce che quanto previsto dalla legge sul biotestamento si applica anche alle dichiarazioni in merito già presentate e depositate.

 

L‘articolo 6 stabilisce che entro il mese di aprile, a partire dall’anno successivo all’entrata in vigore della legge, il ministero della Salute presenti al Parlamento una relazione sull’applicazione della norma.

 

 

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