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Ultima Generazione, attivisti indagati per associazione a delinquere

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L’indagine a Padova, la soddisfazione della Lega e la rabbia. Perfino Dario Nardella, che aveva avuto a che fare con un attivista, perplesso sui reati contestati.

Cinque attivisti di Ultima Generazione sono indagati a Padova per associazione a delinquere. L’ipotesi di reato è stata formulata dalla Digos della Questura che indaga sin dal 2020, dopo una perquisizione in casa di uno degli attivisti. Un’indagine che avrebbe permesso di impedire, nel settembre scorso, di imbrattare con vernice spray la sede regionale della Lega.

Le indagini

Le indagini erano partite da un blitz di Extinction Rebellion, che aveva affisso sulle vetrine dei negozi di grandi marchi d’abbigliamento manifesti contro i “grandi affari distruttivi“. Successivamente, le indagini si erano concentrate sui blocchi stradali o sull’imbrattamento di edifici pubblici o privati e di monumenti da parte degli esponenti di Ultima Generazione.

La replica di Ultima Generazione

La replica di Ultima Generazione, dopo le indagini della Digos e della Procura di Padova, non si è fatta attendere. “Continua la repressione, comuni cittadini che hanno messo in atto giuste proteste per un’emergenza non più innegabile sono stati denunciati per associazione a delinquere. Sono state coinvolte anche persone che non avevano partecipato direttamente all’azione, una di loro è stata indicata come capo in maniera arbitraria” – scrivono gli attivisti – “Questa è la legge del Far West, non la legge di uno stato democratico. Che vi piacciano o no le nostre azioni, c’è da indignarsi. Sono provvedimenti fuori da ogni schema, non hanno alcun senso se non quello di intimidire. Ma noi timidi non possiamo più esserlo. Venite a ballare e protestare insieme a noi il 22 aprile a Roma, per la festa ‘La fine del mondo’, in piazzale Ostiense“.

Le reazioni 

Immediata anche la reazione di un soddisfatto Matteo Salvini. “Giusto così. Chi vandalizza opere e blocca strade commette reati e va perseguito con durezza“, ha scritto il leader della Lega sui social.
Di tutt’altro tenore il commento di Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi-Sinistra alla Camera. “Le accuse di associazione a delinquere contro gli esponenti di Ultima Generazione a Padova suonano come abnormi” – dichiara la deputata in una nota – “Vanno compresi e ascoltati, non perseguiti come se si trattasse di una banda di delinquenti abituali. Vedremo come evolve la cosa, intanto siamo solidali con gli indagati“.

La difesa di Nardella 

A sorpresa, arriva anche la difesa di Dario Nardella. Il sindaco di Firenze, poche settimane fa, era intervenuto per bloccare un attivista di Ultima Generazione che aveva lanciato della vernice contro la facciata di Palazzo Vecchio. Il primo cittadino fiorentino ha spiegato, in un’intervista a La Repubblica, di non condividere il capo di accusa formulato da Digos e Questure di Padova: “Questi movimenti devono cambiare il modo di protestare ma la loro finalità è assolutamente condivisibile. Sbagliano, ma non vanno considerati dei terroristi“.
Inasprire le pene non serve, le sanzioni per il danneggiamento ai beni culturali ci sono già. Preferisco lavorare sulla prevenzione e costruire un’alleanza tra sindaci e movimenti che si basi sul rispetto delle regole. Natura e cultura sono due facce della stessa medaglia” – ha poi aggiunto Nardella – “Noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo chiedere loro di rinunciare a certe forme di protesta, che possono essere controproducenti in quanto impopolari. A Palazzo Vecchio un danno c’è stato: la vernice ha penetrato la pietra e sono stati necessari interventi tecnici per 30mila euro. Il rischio di questi gesti è che non sempre si possono evitare conseguenze“.