ULTIMA CHIAMATA PER SALVARE IL PIANETA

Ultima chiamata per salvare il Pianeta.

Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale infatti, i livelli di CO2 raggiunti lo scorso anno sono i più alti mai registrati negli ultimi 800 mila anni.

Livelli record che mostrano come i governi di tutto il mondo non stiano rispettando le promesse fatte a Parigi nel dicembre 2015.

“Non c’è più tempo da perdere”.

È l’allarme lanciato da Kyoto Club che, ad un anno esatto dall’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi sul clima, ha organizzato alla Camera dei Deputati una mattinata di riflessione sulle prospettive dell’accordo di Cop21.

L’interrogativo è se i paesi contraenti riusciranno ad accelerare il percorso di riduzione delle emissioni inquinanti e di abbandono delle energie fossili, a favore di nuove fonti rinnovabili in modo da contenere il surriscaldamento delle temperature globali, come previsto dal Trattato.

Un appello, affinchè governi e organizzazioni non statali aumentino le loro ambizioni per garantire il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni di gas serra ed il loro impatto sul clima, è arrivato nei giorni scorsi anche dall’Onu.

Nel suo rapporto, pubblicato in vista di Cop 23, in programma a Bonn dal 6 al 17 novembre, le Nazioni Unite sottolineano come gli impegni assunti attualmente dai governi sono sufficienti a raggiungere solo un terzo della riduzione delle emissioni previste al 2030 dall’Accordo di Parigi.

Inoltre, se i governi a Bonn non decideranno abbandonare i combustibili fossili, e quindi limitare il riscaldamento globale “ben al di sotto” dei 2° C, fenomeni come uragani, alluvioni e siccità non potranno che aumentare.

Dati contrastanti arrivano dagli Usa, contrariamente alle dichiarazioni del presidente Trump infatti, in America le centrali a carbone continuano ad essere chiuse e decine di città fissano gli obiettivi per le emissioni di CO2 e favoriscono le rinnovabili.

E in Italia?

La decarbonizzazione rallenta.

Secondo il Rapporto GreenItaly 2017, il 27,1% delle aziende italiane, dal 2011, hanno investito in tecnologie green per ridurre il loro impatto ambientale.

Ma la SEN (Strategia Energetica Nazionale), in attesa del Piano energia-clima, accanto ad alcuni indirizzi condivisibili come auto elettriche, uscita dal carbone dal 2025 e riqualificazione del parco edilizio, pone un’eccessiva enfasi sul metano, con il rischio di investimenti infrastrutturali inutili.

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