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Ue: “Le compagnie aeree dovranno pagare per le emissioni di carbonio”

ue vuole che le compagnie aeree paghino per i permessi di emissione di carbonio

L’Unione europea ha varato una legge che renderà più costosi i permessi di compensazione di carbonio necessari alle compagnie aere per effettuare voli interni all’Ue. Ma per gli ambientalisti questo non basta.

I viaggi aerei inquinano troppo, così l’Unione europea ha deciso di correre ai ripari. L’ultima novità – dopo l’ok della Commissione europea alla Francia di vietare i voli interni a corto raggio – riguarda le quote di emissioni di carbonio affidate alle compagnie aeree.

Per intenderci, ogni compagnia aerea per poter effettuare dei voli all’interno dell’Unione europea deve possedere dei permessi rilasciati dal cosiddetto ETS, (Emissions Trading System, cioè il sistema di scambio di quote di carbonio) che servono a coprire le loro emissioni di anidride carbonica.

Al momento, però, una buona parte di questi permessi viene concessa alle compagnie aeree in maniera gratuita. Ecco la novità: l’Ue ha deciso di ridurre progressivamente i permessi gratuiti e renderli totalmente a pagamento a partire dal 2026, così da compensare le emissioni climalteranti.

L’accordo raggiunto tra i legislatori dell’Unione europea ha come scopo quello di spingere il settore dell’aviotrasporto – tra i più inquinanti al mondo – a velocizzare la transizione ecologica e l’abbandono dei combustibili fossili.

L’Ue vuole far pagare di più alle compagnie aeree per le emissioni 

La nuova legge approvata dall’Unione europea prevede che i permessi gratuiti concessi alle compagnie aeree saranno ridotti del 25% nel 2024, del 50% nel 2025 e saranno completamente eliminati entro il 2026.

La legge, come era facile ipotizzare, non è piaciuta alle compagnie aeree. Il gruppo Airlines for Europe si è detto “estremamente deluso” della decisione dell’Ue. E ha poi aggiunto che queste nuove regole arrivano troppo presto, quando non sono ancora disponibili tecnologie atte a sostituire i combustibili fossili nel settore. 

Ma la legge non è piaciuta neanche agli ambientalisti. Da una parte perché, nell’impossibilità di utilizzare da subito energia pulita, la conseguenza più probabile è che le compagnie aeree (che saranno costrette a pagare i permessi di emissione) non faranno altro che rivalersi sui consumatori aumentando i costi dei biglietti aerei. 

Ma ciò che ha lasciato davvero delusi gli attivisti climatici è stata la decisione di rendere questa nuova legge valida soltanto per i voli interni all’Ue. Per quelli che hanno una destinazione o una partenza in aeroporti extra-Ue non saranno valide le nuove norme.

L’Ue contro i voli a corto raggio

La decisione arriva dopo un’altra svolta storica dell’Unione europea in tema di aviotrasporto. La Commissione europea ha infatti dato l’ok al governo francese sul divieto di voli interni a corto raggio tra città collegate già via treno e raggiungibili in 2 ore e mezza.

Il via libera di Bruxelles alla decisione di Parigi è un primo, importantissimo atto perché la stessa norma venga applicata in tutti gli altri Paesi europei, Italia compresa.

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