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Una buona notizia per l’ambiente, ma potrebbero esserci insidie per i consumatori.

Via libera al caricabatterie universale nell’Unione europea. La Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo. Trovata l’intesa a livello politico per la direttiva che imporrà a tutti i produttori di fornire un caricatore unico per smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici.

 

Caricabatterie unico, buone notizie per l’ambiente

Entro l’autunno del 2024, la Usb-C diventerà la porta di ricarica comune per tutta l’Ue e gli utenti non saranno obbligati a comprare un nuovo caricatore per ogni apparecchio acquistato. Un’ottima notizia per l’ambiente, perché questa direttiva consentirà di ridurre i rifiuti elettronici. “Ogni anno, mezzo miliardo di caricabatterie vengono spediti in Europa. Questi oggetti generano fino a 13mila tonnellate di rifiuti elettronici e con il caricabatterie unico risparmieremo denaro e ridurremo i costi e i disagi inutili“, ha spiegato Alex Agius Saliba, europarlamentare maltese, tra i relatori della misura.

 

Caricabatterie unico, l’insidia per i consumatori

Soddisfatta anche Margrethe Vestager, commissaria Ue per la concorrenza e tra i principali promotori della proposta. Per arrivare a questa nuova direttiva ci sono voluti ben dieci anni di lavoro. Molte aziende già da tempo hanno iniziato ad adattarsi alla possibilità del caricatore unico, ma alcune associazioni di consumatori avvertono delle possibili insidie. Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No profit, ha spiegato: “Il vantaggio potrebbe essere solo apparente, i produttori potrebbero rifarsi dei minori guadagni aumentando i prezzi al dettaglio dei propri prodotti. Secondo uno studio, Apple, che è stata la prima azienda ad andare contro il caricabatterie universale, potrebbe aggravare i costi per i consumatori di 1,5 miliardi di euro. Deve esserci un monitoraggio molto attento del comportamento degli operatori“.

 

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