Pane, pasta, farina, biscotti e mangimi sono destinati ad aumentare.

Il trend era tangibile già nelle scorse settimane, ora con lo scoppio della guerra in Ucraina è destinato ad aggravarsi. Aumentano i prezzi di mais (+3,5%), grano tenero (+2,5%) e soia (+1,5%): tutti prodotti che l’Italia importa in notevoli quantità anche dall’Ucraina e che causeranno rincari per diversi generi alimentari. L’allarme arriva anche dai Consorzi Agrari d’Italia (Cai), sulla base delle rilevazioni della Borsa merci di Bologna, punto di riferimento per le contrattazioni nazionali delle materie prime agricole.

Guerra in Ucraina, a rischio anche milioni di animali

Il grano tenero, utilizzato per produrre pane, farine e biscotti, viene quotato dai 4 agli 8 euro in più a tonnellata (in media intorno ai 315-320 euro a tonnellata) in base al valore proteico (+2,5%). Il mais, fondamentale per produrre mangimi, aumenta in media di 10 euro in più a tonnellata (+3,75%). Aumenta di 10 euro a tonnellata anche la soia (+1,5%), così come orzo e sorgo (rispettivamente 7 e 6 euro in più a tonnellata). Con il trend attuale, sembra improbabile riuscire ad evitare rincari per generi alimentari come pane, pasta, farine, biscotti e mangimi.

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Occorre impegnarsi per evitare che questa crisi colpisca agricoltori e consumatori, anche a causa di possibili manovre speculative finalizzate a costringere i produttori a vendere sotto la soglia dei costi di produzione” – spiega Gianluca Lelli, ad di Cai – “Visto lo scenario in evoluzione, non sono da escludere rincari dei prodotti finali come pane, farina, biscotti o mangimi per animali, che però dobbiamo limitare evitando proprio le speculazioni nella filiera“.

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