Home Clima Su Twitter cresce il negazionismo climatico ed è colpa dell’estrema destra

Su Twitter cresce il negazionismo climatico ed è colpa dell’estrema destra

cresce il negazionismo climatico su twitter

Secondo uno studio pubblicato su Nature Climate Change, i gruppi di estrema destra stanno spingendo la crescita di messaggi scettici e negazionisti sui temi della crisi climatica su Twitter. 

Scettici e negazionisti dei cambiamenti climatici su Twitter crescono a dismisura ed è tutta colpa dei gruppi di estrema destra. È quanto hanno stabilito gli scienziati che hanno condotto uno studio pubblicato su Nature Climate Change.

Il gruppo di ricercatori (coordinato dall’Alan Turing Institute) ha condotto la ricerca analizzando i tweet pubblicati e condivisi durante le COP che si sono svolte dal 2014 al 2021. I momenti dell’anno, insomma, in cui i temi climatici diventano centrali nel dibattito politico internazionale.

Il risultato? Nell’intervallo di sette anni, lo scetticismo climatico è cresciuto a ritmi quattro volte superiori rispetto alle tesi a sostegno della crisi climatica. Analizzando più nel dettaglio le pubblicazioni e i re-tweet, i ricercatori hanno scoperto che la crescita dei messaggi negazionisti sul clima è stata spinta da gruppi di estrema destra con interessi contrari a quelli dell’azione climatica per salvare il Pianeta.

Gruppi di estrema destra dietro il crescente negazionismo climatico su Twitter

I numeri parlano chiaro: i messaggi negazionisti sulla crisi climatica crescono del 400% in più rispetto alla crescita dei messaggi pro-ambiente. Ma per quanto riguarda i motivi alla base di ciò, lo studio pubblicato su Nature Climate Change presenta solo ipotesi.

Una di queste è che la crescita di tweet e re-tweet che mettono in discussione il cambiamento climatico sia una risposta alle operazioni di gruppi come Extinction Rebellion, Ultima Generazione e Just Stop Oil che portano all’attenzione del pubblico in maniera dirompente i temi dell’inquinamento da combustibili fossili che sono la ragione della crisi climatica in corso. 

A sostegno di tale tesi ci sarebbero le tempistiche. Durante la COP21 la polarizzazione su Twitter in relazione al cambiamento climatico era piuttosto bassa. Da quel momento è cominciata a crescere fino al suo apice nel 2019. Una crescita di messaggi negazionisti che andrebbe a braccetto con la crescita delle dimostrazioni pro-ambiente.

Negazionismo ambientale, i social sono una cassa di risonanza

Quanto riscontrato dall’analisi dei tweet pubblicati sul social da poco acquisito da Elon Musk è in potenza valido per tutti i media di questo tipo. Andrea Baronchelli della City University of London, uno degli autori dello studio, ha spiegato che “i social media funzionano da echo chamber, ovvero da cassa di risonanza, in cui i pregiudizi vengono rinforzati. È importante che le autorità di controllo continuino a cercare modi per assicurarsi che i contenuti condivisi online siano affidabili”.

Per il professor Mark Girolami, Chief Scientist all’Alan Turing Institute “per agire velocemente ed efficacemente contro la crisi climatica servono consenso e collaborazione a livello internazionale. La crescita della polarizzazione online rischia di generare uno stallo politico se alimenta antagonismo all’azione per il clima. La politica dovrebbe considerare cosa esattamente stia generando questa crescita dello scetticismo online e trovare modi per contrastarlo”.

Articolo precedenteTerni, Mostra Caravaggio: in un mese superati i diecimila ingressi
Articolo successivoBalenciaga, scoppia la polemica per le campagne pubblicitarie. Kim Kardashian prende le distanze