Attualità

Accoglienza a Rifiuti Zero e Turismo Sostenibile

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Turismo. Sostenibilità. Una parola chiave anche in vacanza.

Il turismo infatti, principalmente a causa degli spostamenti aerei, produce l’8% delle emissioni di Co2 mondiali.

Ma una rivoluzione, anche in questo settore, è possibile.

Piccoli gesti, ogni giorno, si trasformano in uno stile di vita.

 

Da questa convinzione prende vita il progetto “Accoglienza a rifiuti zero & Turismo Sostenibile”, volto a rilanciare l’esperienza della strategia “Hotel Rifiuti Zero” per stimolare un processo di trasformazione delle strutture turistico-ricettive teso a ridurre l’impatto ambientale attraverso il riutilizzo e il riciclo della materia, l’efficientamento energetico, l’utilizzo di nuove tecnologie per la produzione di energia pulita, fino ad approdare a un efficace sistema di raccolta differenziata.

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5 Punti per il Turismo Sostenibile in Italia

  • Introduzione nelle modalità di classificazione regionali delle strutture turistico-ricettive di parametri e requisiti ambientali. Il criterio posto alla base di questa proposta è quello di fare in modo che la qualità di una struttura alberghiera non possa più trascurare l’esigenza che la struttura stessa non sia solo confortevole per i clienti, ma che sia anche sostenibile. Infatti non è più possibile, sia sul piano etico che su quello pratico, fornire ai turisti una serie di confort se poi questi generano un danno per l’ambiente e la comunità. In questo senso il turista deve essere chiamato a collaborare nella tutela ambientale e paesaggistica della località prescelta anche a suo vantaggio e degli altri turisti che lo seguiranno. Nello specifico, dovranno essere individuati dei parametri afferenti ogni buona prassi per la riduzione di rifiuti ed i consumi di acqua ed energia, 1a raccolta differenziata, l’eliminazione della plastica, l’eliminazione dei mono-uso e dei mono-dose, la comunicazione a tutti gli stakeholders (ospiti, personale, fornitori).

 

  • Introduzione nelle modalità di classificazione delle Associazioni del settore turistico-ricettivo di parametri e requisiti ambientali. Un cambio di passo in relazione alla classificazione delle strutture con l’introduzione di parametri ambientali dovrebbe essere adottato anche dalle associazioni di categoria, che potrebbero dotarsi di un proprio regolamento interno a favore della sostenibilità ambientale.

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  • Estensione dell’ecobonus per interventi di riqualificazione ambientale. A partire dal 2007, con l’introduzione del bonus fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica, sono stati raggiunti importanti risultati sia sul piano economico/fìscale che su quello dell’ammodernamento del patrimonio edilizio (soprattutto) privato. Questo istituto é stato via via rinnovato dai vari governi succedutosi, fino all’ultima formulazione quella voluta nel 2018 dal Ministro Galletti con una ulteriore diversificazione delle possibili detrazioni fiscali in base ai diversi tipi di intervento. La nostra proposta è quella di estendere i bonus fiscali a tutti gli investimenti per ogni intervento atto a conseguire la diminuzione dei rifiuti e la loro migliore separazione e l’eliminazione degli sprechi idrici ed energetici. L’ecobonus dovrebbe riguardare, ad esempio, l’acquisto di impianti di compostaggio, spese di comunicazione finalizzata ai predetti obiettivi, costi di formazione del personale, acquisto di cassonetti speciali, acquisto di impianti di naturizzazione dell’acqua finalizzato all’eliminazione della plastica e più in generale ogni altro acquisto riconducibile ad obiettivi concreti in tema di sostenibilità ambientale, oltre quelli già previsti dall’attuale assetto. Tale sistema consentirebbe di creare un circuito virtuoso di green economy, che includerebbe la nascita e la diffusione di nuove figure professionali.

 

  • Legge per estendere a tutte le attività turistico-ricettive la pratica del “vuoto a rendere”. Costruire un modello efficace ed efficiente per la pratica del “vuoto a rendere”, superando le criticità emerse dalla sperimentazione prevista dal decreto 3 luglio 2017, n. 142, pubblicato in GU. n. 224 il 25/9/2017, recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all’uso alimentare, ai sensi dell’articolo 219 -bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.  Occorrerebbe, quindi, calendarizzare quanto prima la proposta di legge C 60 presentata il 23 marzo 2018.  Affinché possa essere efficace, il “vuoto a rendere” dovrebbe divenire una pratica obbligatoria per tutte le attività turistico-ricettive e comportare vantaggi oltre che per la riduzione dell’inquinamento, anche per i consumatori e per le imprese.

 

  • Diventare “ambasciatore per l’ambiente”, divulgando le buone pratiche di sostenibilità ambientale.
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