Il turismo è stato uno dei settori più colpiti dalla pandemia da Covid-19 e per questo Europa ed Italia si stanno mobilitando per far ripartire il settore. Il Belpaese ha tutte le intenzioni di ripartire e vuole farlo, come già sta accadendo in Spagna ed altre regioni europee, proprio dal turismo che costituisce il 13% del nostro PIL.

Nel 2019, con 131,4 milioni di arrivi e 436,7 milioni di presenze, il turismo italiano aveva registrato rispettivamente una crescita del 2,6% e dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Secondo la Fondazione UniVerde, oggi i turisti sono più attenti agli aspetti green che le aziende offrono (come raccolta differenziata, cibo biologico o a km zero, ecotursmo, utilizzo di auto elettriche o ibride) e sono disposti anche a pagare il 20% in più per questo tipo di servizi.

Partendo da questo dato, la startup Ethics4growth e l’associazione no profit Visionari per la promozione e la divulgazione di scienza e tecnologia, lanciano un progetto per sostenere il turismo eco-sostenibile sfruttando le risorse del Recovery Fund.

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Il progetto, vuole rivalorizzare le zone abbandonate, degradate o in disuso per trasformarle in luoghi di incontro e di accoglienza, riqualificando in modo sostenibile impianti e infrastrutture già esistenti e coinvolgendo le realtà locali, creando un punto di contatto con il mercato internazionale.

Il primo a sperimentare il progetto è stato l’Ecoistituto Siciliano a Valverde, un piccolo comune della provincia di Catania, dove il Parco Sub-Urbano Angelo D’Arrigo si trova da tempo in uno stato di degrado e abbandono.

Sono tante e diverse nel nostro Paese le piccole imprese del comparto turistico che, assieme a quelle dell’indotto, rischiano la chiusura entro l’anno.

Secondo dati Eurostat a livello europeo, gli hotel hanno avuto un calo del 52% dei pernottamenti e, in attesa di poter riaprire, si stanno riorganizzano secondo criteri innovativi.

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Come evidenzia la ricerca della Hotel & Lodging Association, pubblicata sul New York Times:

  • il 56% delle strutture vuole sfruttare i Big Data e i sistemi in cloudper velocizzare le procedure e renderle accessibili da remoto, migliorare il decision making e ridurre e ottimizzare i consumi di acqua, detersivi ed energia elettrica del proprio edificio;
  • il 44% delle strutture punta ad iniziative eco-friendly che riducano l’inquinamento atmosferico, soddisfino le esigenze dei clienti.

Al centro di queste nuove strategie, ci sono soprattutto i giovani.

Il 62% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni, infatti, chiede di  soggiornare in strutture che adottino la Green Policy: Attenzione alla digitalizzazione; sostenibilità ambientale e riduzione dell’inquinamento atmosferico, pulizia, igiene e sanificazione; favorire il turn over degli operatori; riconvertirsi in strutture per lo smartworking.

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