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Torna lo spettro TTIP, l’Italia dica di no a questa forzatura

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TTIP. Torna lo spettro TTIP, il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico tra Europa e Stati Uniti.

L’amministrazione Usa vuole che l’Europa chiuda al più presto un accordo commerciale con gli Stati Uniti che metterà in serio pericolo la nostra sicurezza alimentare.

In visita a Roma, il Ministro americano dell’Agricoltura, Sonny Perdue, non ha perso tempo: chiedendo l’azzeramento del “principio di precauzione” e il via libera a cibo ai pesticidi e ogm.

A preoccupare è la risposta della Ministra della Politiche Agricole, Teresa Bellanova, che invece di difendere a spada tratta il Made in Italy, ha lasciato aperta la porta alla contrattazione con gli Stati Uniti.

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In questo ambito – ha detto Bellanova – “l’armonizzazione delle regole e degli standard è un punto su cui Europa e Stati Uniti possono lavorare, per un terreno d’incontro”.

  • La ministra Bellanova non ha ribadito in alcun passaggio la centralità del Principio di precauzione protetto dal Trattato di funzionamento dell’Ue e/o l‘indisponibilità dell’Italia a ammettere tra le merci ammessi al consumo umano il pollo all’acido o gli Ogm (vecchi e nuovi) sponsorizzati dal collega Perdue;
  • La ministra, per di più, ha dichiarato la disponibilità italiana “alla collaborazione in ricerca e innovazione, con particolare riguardo alle tecniche innovative di genomica vegetale” (leggi “nuovi” Ogm) sui quali ha vantato di investire “importanti risorse” (leggi soldi nostri) nonostante le obiezioni mosse da preminenti fonti scientifiche e ambientaliste;

Ricordiamo inoltre, che solo qualche giorno fa, il Governo italiano si è impegnato a tradurre in atti l’impegno solenne di proteggere il pianeta, sottoscrivendo il “Manifesto di Assisi” (un documento contro la crisi climatica), che ha come obiettivo primario quello si costruire insieme un mondo non solo più verde ma anche più civile e gentile, facendo leva sul Made in Italy come mix di innovazione e bellezza.

Il bilaterale tra i due Ministri, e gli accordi che sono stati presi, hanno scatenato non poche polemiche.

Per i Verdi “la salute dei cittadini non può essere barattata sotto il ricatto di nuovi dazi da parte del Presidente Usa che vorrebbe imporre all’Europa l’allentamento delle maglie sulle norme sanitarie e fitosanitarie, sui limiti di residui di pesticidi e altre sostanze chimiche nel cibo, oltre al cambio della legislazione europea sugli Ogm, aggredendo e condizionando di fatto la nostra democrazia”.

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“Il rischio – spiegano Elena Grandi e Angelo Bonelli, rispettivamente co-portavoce nazionale e coordinatore dell’esecutivo nazionale dei Verdi – è che Stati Uniti e UE chiudano un patto scellerato senza consultare nessuno e senza considerarne gli impatti, lasciando alle lobby le valutazioni su prodotti e sostanze che entrano sul mercato, come accade negli Usa, anziché rifarsi al principio di precauzione richiamato dall’articolo 191 del Trattato di funzionamento dell’Unione”.

“Il nuovo accordo, che Trump vorrebbe concludere ‘entro poche settimane’ – proseguono – minerebbe l’indipendenza dell’Europa e degli Stati membri, svilendo le regole sulla qualità che rendono l’agroalimentare europeo un prodotto d’eccellenza in tutto il mondo. L’Europa non lasci che gli Stati Uniti alterino sulle regole e i principi preziosi che, in caso di mancanza di certezze scientifiche a garanzia della sicurezza, stabiliscono l’adozione di misure di tutela precauzionale a difesa di cittadini e ambiente. Se negli Usa nuovi prodotti e sostanze vengono messi in commercio esclusivamente sulla base di valutazioni fatte dalle imprese, l’Ue ha il compito evitare che, nei casi in cui ci siano forti preoccupazioni sulla nocività di una sostanza o di un prodotto, siano i cittadini a farne le spese a tragedia già avvenuta”.

A dire di NO a gran voce a questa “forzatura” che non tiene conto del confronto democratico con il Parlamento e la società civile organizzata, è Stop TTIP Italia che, annunciando battaglia, chiede spiegazioni al Governo Conte.

  • #StopTTIPItalia è preoccupata di queste decisioni assunte senza un’attenta valutazione tra rischi e opportunità, sia di natura economica ma anche politica, ambientale e sull’occupazione, di un’operazione tanto spericolata;
  • #StopTTIP Italia è imbarazzata per la fuga in avanti del Governo italiano verso le richieste Usa, che rompe il consenso raggiunto nell’Unione e forza il negoziato fuori dall’attuale mandato;
  • #StopTTIP Italia si chiede se il premier Conte, il ministro della Salute Speranza e quello dell’Ambiente siano informati delle dichiarazioni della collega di Governo
  • #StopTTIP Italia ringrazia i/le senatori/trici, Loredana De PetrisElena Fattori Paola Nugnes Luigi Di Marzio Saverio De Bonis e le/i deputate/i Rossella Muroni Stefano Fassina Sara Cunial di aver presentato iniziative parlamentari che chiedono al Governo di chiarire le proprie scelte, Federazione Verdi e il Partito della Rifondazione Comunista di aver preso immediate posizioni pubbliche e iniziative in merito
  • #StopTTIP Italia chiede al MoVimento 5 Stelle, alla Lega – Salvini Premier, a Fratelli d’Italia, e agli altri parlamentari che anche nel Partito Democratico avevano espresso prima delle elezioni l’impegno a bloccare trattati sbagliati come #CETAe #TTIP per riaprire un confronto con l’Europa, di chiedere insieme a noi spiegazioni al Governo Conte di questa fuga in avanti

“Rimaniamo –scrive Stop TTIP Italia – fermamente contrari a questa forzatura, ci batteremo in ogni sede perché l’Italia resti baluardo del confronto democratico, dei valori della nostra Costituzione, del Principio di precauzione, della sicurezza alimentare e di una svolta ambientale non di facciata.

Il premier, Giuseppe Conte, deve dire NO a un trattato tossico al buio Usa-Ue per gli italiani e per l’Europa intera”.

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Durato circa un’ora, l’incontro tra Bellanova e Perdue ha toccato diversi argomenti, dalla centralità dell’agricoltura alle sfide che ha dinanzi a se’ per una sostenibilità ambientale, sociale, economica.

Quanto ai dazi, la Ministra Bellanova ha chiesto di fare attenzione, perché “le guerre commerciali non fanno mai bene e rischiano di incrinare, come in questo caso, relazioni politiche consolidate”.

“Noi – ha sottolineato – abbiamo  sempre considerato gli Stati Uniti un alleato fondamentale e strategico. E vogliamo che sia così. Sappiamo bene come le questioni in gioco sono di grande sensibilità, non solo per il settore agroalimentare ma per il futuro delle relazioni fra le due sponde dell’Atlantico”.

Secondo Bellanova, “l’introduzione o l’aumento di dazi avrà effetti negativi per tutti: i consumatori saranno costretti a pagare a prezzi più elevati i prodotti alimentari, le imprese avranno più difficoltà ad esportare e con costi di approvvigionamento più elevati, i Governi saranno costretti a compensare i maggiori costi con risorse pubbliche“.

“A maggior ragione – aggiunge – perché i nostri settori rischiano di pagare per questioni cui sono estranei e a cui e’ peraltro estranea soprattutto l’Italia. Questo non deve accadere: dobbiamo costruire tutte le condizioni e gli spazi per rilanciare l’agenda delle relazioni economiche bilaterali ed e’ nostro dovere politico e istituzionale cercare e praticare questo spazio fino in fondo”.

La Blockchain per la tracciabilità del Made in Italy

“Dopo il nostro recente confronto a Bruxelles con gli altri ministri europei dell’Agricoltura – prosegue la ministra Bellanova – considero rilevante questa ulteriore occasione di dialogo e mi auguro che possa contribuire al riequilibrio delle nostre relazioni e alle indicazioni da restituire a Washington. Come ministri dell’Agricoltura abbiamo il dovere di raffigurare al massimo il punto di vista del mondo che rappresentiamo. Lei conosce questo settore, grazie alle sue passate esperienze, in modo approfondito: l’agroalimentare per crescere ha bisogno di regole certe. I dazi non sono la risposta che i cittadini si attendono da Stati Uniti ed Europa. Dobbiamo lavorare per evitare che ulteriori misure restrittive generino altre ripercussioni negative sui nostri settori agricoli e anche nel quadro delle prossime sfide che entrambi dovremo in modo coeso affrontare”.

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