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Trump dà il via libera al disboscamento delle foreste dell’Alaska

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La foresta di Tongass assorbe più carbonio di qualsiasi altra foresta nazionale ed è sede di un’immensa biodiversità. Ma al presidente Trump non importa, nemmeno a pochi giorni dalle elezioni. 

Nell’ultima settimana del suo mandato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha finalizzato il piano per aprire al disboscamento vaste porzioni della più grande foresta nazionale della nazione, il Tongass in Alaska.

Una decisione in linea con l’agenda del presidente che ha tra gli obiettivi quello di revocare le normative ambientali che, a suo avviso, sono solo ostacoli all’industria e che cancella quella precedentemente presa di Bill Clinton: era stato infatti proibito il disboscamento, la costruzione di strade e l’estrazione mineraria nelle foreste dell’Alaska.

Addio alla foresta di Tongass, Trump dà il via libera al disboscamento del polmone verde dell’Alaska

Gli esperti definiscono il Tongass il “polmone del paese”. Situato sulla costa meridionale dell’Alaska, è composto da alberi secolari di cedro occidentale, cicuta e abete Sitka, ed è sede di un’immensa biodiversità.

La decisione dell’amministrazione ignora il sostegno pubblico per mantenere in atto le protezioni sul Tongass, comprese le risoluzioni di sei tribù e sei consigli comunali dell’Alaska sudorientale presentate contro la revoca delle protezioni. Le tribù hanno anche presentato una petizione al governo: “Tutte le altre strade per proteggere le nostre terre d’origine sono state esaurite, senza alcun risultato“, hanno scritto nella loro petizione.

Il Tongass è stato salvaguardato dal 2001 da una “regola senza strade”, che vietava la costruzione di strade su circa 58,5 milioni di acri e la raccolta del legname in aree designate delle foreste nazionali.

Il turismo è aumentato vertiginosamente e la foresta sostiene alcune delle ultime produzioni di salmoni selvatici al mondo e un’industria della pesca commerciale da un miliardo di dollari. Un’analisi scientifica del 2019 ha mostrato che il Tongass assorbe più carbonio di qualsiasi altra foresta nazionale.

Alaska, le tribù locali si uniscono per bloccare le trivellazioni volute da Trump

Dopo un breve incontro privato tra il presidente e il governatore dell’Alaska, Mike Dunleavy, a bordo dell’Air Force One nel giugno 2019, Trump ha ordinato alla sua amministrazione di revocare tutte le protezioni dalla foresta.

Un recente rapporto del Center for Sustainable Economy ha documentato perdite dei contribuenti per quasi 2 miliardi di dollari all’anno a causa dei programmi federali di disboscamento, in gran parte dovute al fatto che la domanda di legname è in calo a livello nazionale.

Il Tongass è l’Amazzonia americana – ha dichiarato in una nota Adam Kolton, direttore esecutivo dell’Alaska Wilderness League – Questa mossa diretta dal presidente è una calamità per il nostro clima, per la fauna selvatica e per l’economia delle attività ricreative all’aperto del sud-est dell’Alaska“.

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