Trump e la guerra all’ambiente: muro in una riserva Unesco e industrie libere di inquinare

Donald Trump ha avviato la costruzione di una sezione del muro alla frontiera col Messico che devasterà l’Organ Pipe Cactus national monument, una riserva riconosciuta dall’Unesco.  Ma non solo. L’amministrazione Trump ha anche abrogato le leggi per limitare gli sversamenti di le sostanze chimiche in fiumi e laghi, tutelando chi inquina. 

Ciò che viene proposto è di usare i bulldozer e demolire una delle riserve più preziose di biodiversità di tutti gli Stati Uniti – ha commentato Amanda Munro, del Southwest Environmental Center – Creare un muro in luogo tanto prezioso dal punto di vista naturalistico sarebbe un errore colossale e una tragedia nazionale”.

Una frontiera alta 10 metri attraverserà l’ Organ pipe cactus national monument, una preziosa riserva della biosfera riconosciuta dall’Unesco, situata nell’estremo sud del Paese. La barriera è stata voluta da Donald Trump, nonostante le proteste ambientaliste, per fermare il flusso di immigrati e per la quale sono stati stanziati 3,6 miliardi di dollari.

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La creazione di settanta chilometri di muro che attraverserà tre aree federali protette, Texas, New Mexico e Arizona, comprometterà l’habitat del cactus a canne d’organo che cresce spontaneamente in questa terra selvatica di 130mila ettari ma non solo: il cemento minaccerà anche tratti del Cabeza prieta national wildlife refuge e l’area di conservazione nazionale di San Pedro Riparian, dove scorrel’ultimo fiume dell’Arizona libero da sbarramenti.

A rischio anche la vita di diverse specie animali tra cui quella del puma, del pècaro, dell’antilocapra in via di estinzione e di molte specie di uccelli. Inoltre l’approvvigionamento dell’acqua usata per la produzione del cemento rischia di prosciugare la vicina oasi di Quitobaquito springs che ospita gli unici esemplari di pesce quitobaquito, anch’esso in via di estinzione, e della tartaruga sonoyta.

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E come se non bastasse, quella in questione è anche un’area profondamente significativa per la vicina nazione indiana di Tohono O’odham che da tempo si oppone al muro di confine che Trump intende costruire sulle terre sacre della tribù.

L’area è stata dichiarata riserva della biosfera dall’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) ma ciò non basta a bloccare le intenzioni di Trump. Dal suo insediamento ad oggi il presidente degli USA si è mosso per eliminare più di 80 norme e regolamenti ambientali. 

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L’amministrazione di Donald Trump ha inoltre annunciato l’abrogazione di un regolamento dell’era Obama per limitare le sostanze chimiche che possono essere utilizzate vicino ai corpi idrici: ciò significa che chi inquina non avrà più bisogno di alcun permesso per rilasciare sostanze potenzialmente dannose in corsi d’acqua e in zone definite umide.

A rischio, secondo gli esperti i Grandi Laghi del Midwest e la potabilità dell’acqua pubblica: la decisione potrebbe mettere a repentaglio l’approvvigionamento di acqua potabile per 117 milioni di americani e gli habitat della fauna selvatica del paese.

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“I tentativi da parte dell’amministrazione Trump di premiare chi inquina non conosce limiti, quindi sta abrogando queste importanti protezioni senza riguardo per la legge. Questa azione priva di fondamento è illegale e sarà certamente contestata in tribunale”, afferma il procuratore generale della California, Xavier Becerra.

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