Trovati sacchi con scarti cancerogeni e amianto VIDEO

Rifiuti. Sacchi contenenti sostanze pericolose: scarti cancerogeni e amianto, trovati a Trissino (Vicenza), lungo l’argine dell’Agno, durante i lavori per la costruzione della Superstrada pedemontana veneta (Spv). La Giunta ha fatto sapere che il rinvenimento era avvenuto  nel 2015, e che adesso si stava procedendo alle attività di insaccamento. Secondo le previsioni la messa in sicurezza si completerà entro dieci giorni.

Sacchi contenenti scarti cancerogeni e amianto, sono spuntati nel cantiere Lotto 1B della Superstrada pedemontana veneta (Spv), lungo l’argine dell’ Agno, a Trissino, un comune della provincia di Vicenza, già tristemente noto alle cronache ambientali, per essere stato sede originaria della tragedia Pfas.

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La notizia arriva da “VicenzaToday” che ha reso noto il ritrovamento di decine questi grandi sacchi, contenenti scarti cancerogeni e amianto. Su di essi la classica “R” su sfondo giallo, simbolo identificativo dei rifiuti pericolosi, e un codice indicante il contenuto cancerogeno. Sulle etichette infatti il codice identificativo “Cer 170503* HP7” specifica la presenza di “terra o rocce contenenti sostanze pericolose“;  e la sigla “Hp7” indica il grado di rischio, in questo caso:  “scarti cancerogeni” ovvero “rifiuti che causano il cancro o ne aumentano l’incidenza”.

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UN RINVENIMENTO DEL 2015
La Regione
, sollecitata a un chiarimento, ha fatto sapere in una nota che i sacchi interrati abusivamente a un metro sotto la superficie, in un’area di 270 metri quadri, e venuti fuori durante i lavori per la costruzione della superstrada erano stati ritrovati nel 2015. “Si tratta di un rinvenimento di materiale di origine antropica, già alla vista definibile come rifiuto da destinare a discarica, probabilmente proveniente da demolizioni, interrato su un’area di circa 270 mq per un metro di profondità, per totali 270 metri cubi di materiale. Il rinvenimento è avvenuto già in data 25 maggio 2015, durante le attività di scavo della trincea” per la superstrada pedemontana.

“Sono state immediatamente interrotte le lavorazioni di scavo per avviare tutte le necessarie e preventive autorizzazioni prima della rimozione. Il materiale, non essendoci evidenze di potenziale contaminazione in quanto materiale inerte, è stato lasciato in giacenza ove rinvenuto. L’area è stata recintata chiudendo eventuali varchi d’accesso, così come previsto dalla normativa».

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PROVENIENZA
All’interno dei sacchi
, come è emerso da un campionamento,  materiali interrati derivanti da piccole manutenzioni civili (cemento, pali in cemento per vitigni, coperture) e per l’agricoltura (sacchi in nylon, contenitori in plastica, ecc.) oltre “a frammenti di cemento-amianto molto ridotti. Qualche cittadino poco sensibile alla sorte del proprio territorio, ha sotterrato i rifiuti derivanti da qualche lavoro di demolizione e agricolo anziché portarlo a discarica. Le risultanze analitiche hanno dato esiti di concentrazioni di amianto inferiori a cento milligrammi su chilogrammo“.

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“L’allora commissario alla Spv Silvano Vernizzi – si legge ancora – con il decreto 61 del 6 aprile 2016 ha approvato il piano operativo per la gestione dei materiali […] Nel 2017, vista la presenza di amianto nell’ammasso, seppure in ridotte quantità, ma considerata la mole minima di rifiuto da smaltire e portare in discarica […] solamente circa 270 metri cubi, si è preferito, in via del tutto cautelare, trattare l’intero ritrovamento come terre e rocce da scavo contenenti sostanze pericolose. Nel novembre 2018 il concessionario ha quindi stipulato un contratto per il trasporto e lo smaltimento presso discarica autorizzata con la ditta Vallortigara servizi ambientali spa. Ed in tal senso si sta procedendo: le attività di insaccamento sono oggi in fase di ultimazione e secondo le previsioni del concessionario e della ditta incaricata alle operazioni di messa in sicurezza, si completerà in una decina di giorni“.

 

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