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Trivelle, Petroceltic rinuncia a tre permessi di ricerca in Adriatico

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Un’altra multinazionale irlandese alza bandiera bianca: Petroceltic, arrivata nel 2016 sull’orlo del fallimento, ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico istanza di rinuncia a tre permessi di ricerca, circa 94.500 ettari di mare  e a un’istanza di permesso di ricerca nelle acque davanti ad Abruzzo e Molise.

Il commento del  Coordinamento No Hub del Gas: “La nostra lotta per la tutela dell’ambiente e del clima inizia a dare i suoi frutti e, dopo Ombrina, un’altra azienda di petrolieri è costretta a fare dietrofront. Purtroppo rimangono numerose istanze e titoli minerari sia in mare che a terra”.

Esulta anche il Wwf, impegnato in prima linea contro la colonizzazione dell’Adriatico: “il Wwf – commenta Fabrizia Arduini, referente per l’energia dell’associazione – si è impegnato anche a livello giuridico vincendo un ricorso al Tar nel 2012, insieme a Lipu, Legambiente e Fai, costringendo l’azienda a riavviare da capo la Valutazione di Impatto Ambientale. Gli abruzzesi si sono dimostrati tutt’altro che popolo mansueto, così come le compagnie petrolifere descrivevano ai propri azionisti”.

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Dei nove progetti petroliferi che interessavano interamente o parzialmente il mare di fronte alle coste abruzzesi oggi ne è rimasto soltanto uno, il progetto Elsa, su cui c’è un’istanza di sospensione del decorso temporale. Un progetto che la multinazionale non intende abbandonare, considerando le risorse di petrolio dell’area.

A fine aprile era arrivato lo stop anche per Edison: l’ampliamento della piattaforma petrolifera Vega nel canale di Sicilia non si farà.  Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato il decreto ministeriale per bloccare la realizzazione di nuovi pozzi di ricerca a largo di Ragusa.

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Si tratta di otto pozzi: “La commissione Via Vas ha ritenuto che non rispettassero le garanzie ambientali, e io ho firmato il relativo decreto che ferma i progetti” e “se c’è un modo migliore per gestire l’ambiente e quindi la salute, io come uomo dello Stato ho il dovere di farlo e di servire il cittadino. Servono piccoli passi che seguono una visione coerente e precisa. Così si raggiungono gli obiettivi”, ha ammesso il ministro Sergio Costa parlando della questione.

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