TRIVELLE, EMILIANO: “SI POTEVANO FERMARE”. VERDI VANNO IN PROCURA

Trivelle. Si ferma la polemica sui tre permessi di ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio concessi dal Ministero dello Sviluppo economico, guidato da Luigi Di Maio,
alla societa’ americana Global MED. Il governatore della Puglia, Michele Emiliano (Pd), sostiene che il Ministero non era
obbligato a concedere i permessi ed i Verdi hanno annunciato un esposto in procura.
Per Emiliano, i ministri Di Maio e Costa hanno “affermato che, una volta intervenuto il parere favorevole alla Via,
l’autorizzazione sarebbe un ‘atto dovuto’ e il dirigente, a meno di non compiere un reato, non avrebbe potuto negarla. I ministri
hanno volutamente omesso di considerare che, in sede di autotutela, l’amministrazione statale avrebbe potuto disporre il
riesame Via”. Secondo il governatore pugliese, Di Maio “non ha il coraggio di assumere la decisione che gli compete, lasciando il cerino in mano alla Regione”, che fara’ ricorso alla magistratura. Ma quest’ultima, conclude Emiliano, “finira’ per
ribadire che il Giudice Amministrativo non puo’ sindacare le decisioni dello stesso Ministro”, come avvenuto in passato.
L’esponente dei Verdi Angelo Bonelli ha detto stamani di poter mostrare “un atto della Regione Puglia che ha dichiarato
il parere negativo su quelle opere dal punto di vista dell’impatto ambientale. Di quelle cose non si e’ tenuto conto, e per questo noi ci rivolgeremo alla Procura di Roma”. Per Bonelli “Di Maio fino ad oggi non ha prodotto nessun atto regolatorio
che desse un impulso piu’ rigoroso alle ricerche petrolifere”.
Il WWF chiede al governo una moratoria delle trivellazioni, come quella adottata nel 2016 in Francia. Sette consiglieri
regionali pugliesi hanno chiesto una seduta straordinaria del consiglio a Taranto per discutere dei tre permessi. La senatrice
di LeU Loredana De Petris ha chiesto a Di Maio e Costa di riferire in parlamento. Per il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, la vicenda “e’ uno dei tanti tradimenti dell’M5S”.
I comitati contro le Trivelle del Centrosud hanno annunciato che non parteciperanno piu’ al tavolo di confronto con il ministro Costa, dopo la concessione dei tre permessi. La Federazione degli Ordini dei Medici ha chiesto al governo di cessare la ricerca ed estrazione di idrocarburi con metodi
pericolosi per la salute e l’ambiente. I deputati Cinquestelle della Commissione Ambiente della Camera invece hanno attaccato “certa stampa” e hanno ribadito la posizione espressa ieri da Di Maio e Costa: l’iter per i 3 permessi di ricerca era stato
avviato dai governi a guida Pd, il governo gialloverde non ha mai autorizzato trivellazioni e si sta muovendo per respingere tutte le richieste.
Il viceministro allo Sviluppo economico Dario Galli della Lega, sul Corriere di stamani ha detto “noi non siamo
ambientalisti a prescindere, a differenza dei Cinque Stelle: se c’e’ una cosa che offre un vantaggio significativo economico, ci
si ragiona”. Tuttavia, “se per un vantaggio marginale si fanno danni ingenti all’ambiente, l’Italia non puo’ permetterselo”.
Assomineraria, l’associazione delle aziende del settore, e’ intervenuta sulla vicenda parlando di “populismo energetico”.
“Recenti studi dimostrano come l’Adriatico sia pieno di gas”, scrive in una nota. Ma “l’ostilita’ nei confronti di questo
settore” ha fatto fuggire le compagnie straniere e “precipitare la produzione in Italia, dai 21 miliardi di metri cubi l’anno di
circa 15 anni fa agli attuali 6 miliardi di metri cubi”. Per Assomineraria “lasciando le risorse li’ dove stanno, si compra
all’estero, aggravando di costi tutto il sistema”. (ANSA).

(Visited 10 times, 1 visits today)

Leggi anche

Diretta Live