Un cinghiale bloccato in un fosso da tre mesi, con le istituzioni totalmente assenti e solo i volontari a prendersene cura. Un vero e proprio caso, quello di Trevignano Romano.

Un cinghiale bloccato in un fosso da tre mesi, con le istituzioni totalmente assenti nonostante i ripetuti appelli al Comune, all’Ente Parco regionale di Bracciano-Martignano e ai carabinieri forestali. A Trevignano Romano ci sono solo alcuni volontari a prendersi cura dell’animale, finito nel fosso probabilmente dopo essere caduto e con un sospetto problema ad un occhio. A denunciarlo è l’associazione Animalisti Italiani.

Il volontario che si sta prendendo cura del cinghiale e ha segnalato l’accaduto, ha portato al cinghiale del cibo e ha anche tentato di rimetterlo in libertà installando uno scivolo, ma l’animale non riesce a salire.

Gli Animalisti Italiani sono sul posto per monitorare la situazione e spiegano: “Siamo letteralmente indignati. Ogni qualvolta si tratta di vite appartenenti ad una specie diversa da quella umana, le istituzioni preposte minimizzano e se ne lavano le mani. Nessuno merita di vivere in un fosso. È una creatura innocente tra l’altro anche con una situazione di salute carente. Solo perché si tratta di un cinghiale si sta concretizzando la solita discriminazione nei confronti di chi si presume abbia meno diritti di noi“.

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Una delle più grandi presunzioni umane sicuramente è quella di credere che la nostra specie sia al centro della creazione col diritto di disporre della vita delle altre otto milioni e settecento mila specie animali esistenti sul pianeta, che è come credere che la goccia sia l’oceano o il granello di sabbia sia il deserto. Il problema nasce quando una specie agisce in modo devastante nei confronti delle altre fino a portarle alla morte e all’estinzione“, spiegano ancora gli Animalisti Italiani.

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