La vicenda si conclude con l’epilogo peggiore (nel silenzio generale).

Deportato col favore delle tenebre e nel silenzio generale. Questo il triste destino dell’orso M57, catturato dalla Provincia di Trento e fino ad oggi confinato nella prigione del Casteller, ai confini del capoluogo trentino. Il plantigrado, che pesa 167 chilogrammi ed è in buona salute, è stato trasferito in Ungheria, in un parco per orsi e lupi. L’orso era stato catturato nell’agosto 2020, dopo aver aggredito un carabiniere in servizio presso la stazione di Andalo.

 

La Provincia di Trento ha sempre sostenuto la pericolosità dell’orso, affermando che si fosse avvicinato per cinque volte all’uomo e di aver rovistato tra i cassonetti dell’organico in 14 diverse occasioni. Il trasferimento dell’orso è stato deciso dopo un accordo tra le autorità italiane e quelle ungheresi, previo un sopralluogo delle strutture in cui M57 sarà ospitato e delle caratteristiche dell’animale.

 

La deportazione dell’orso è avvenuta in sordina ma, come ricorda anche Marco Ianes su Il Fatto Quotidiano, il Consiglio di Stato recentemente aveva disposto che M57 dovesse essere liberato nei boschi del Trentino, con opportuno radiocollare e con l’assenso dell’Ispra. Era però mancato quest’ultimo requisito e alla fine il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha deciso di approfittare della confusione degli ultimi giorni per poter trasferire l’orso in Ungheria, lontano dai riflettori mediatici.

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