Animali

Trentino, anche il ragazzo aggredito dall’orso contrario all’abbattimento: “Impariamo a gestirli”

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Dopo l’aggressione a padre e figlio sul Monte Peller arriva l’ordinanza del presidente Fugati: l’orso verrà abbattuto. Il ministro dell’ambiente Sergio Costa e il ragazzo aggredito dall’orso sono contrari alla decisione. L’attore Alessandro Gassmann: “Dovete vergognarvi”. 

Il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha firmato l’ordinanza: l’orso che ha aggredito un padre e un figlio, Fabio Misseroni e il figlio Christian, in escursione sul Monte Peller, sarà abbattuto. L’animale non è ancora stato identificato, non si sa se sia  maschio o femmina, ma gli abiti dei feriti sono già stati inviati alla Fondazione Mach a San Michele all’Adige per isolare il Dna dell’orso.

Si scatena la polemica sui social e anche Christian, aggredito dall’orso, in un’intervista al Corriere della Sera, commenta: “Sia io e mio padre siamo contrari all’abbattimento, perché abbiamo rispetto della montagna e degli animali che ci vivono, anche se siamo cacciatori. Viviamo la montagna a 360 gradi, ma in pieno rispetto. Noi vogliamo sicuramente una gestione della presenza degli orsi più pulita possibile, ma il problema va necessariamente affrontato”.

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Anche l’attore Alessandro Gassmann esprime il suo dissenso pubblicando un post sul suo profilo Twitter: “Noi siamo circa 60.000.000, gli orsi in Trentino circa 80, gli abbiamo invaso ogni spazio, depredato, cementificato, disboscato, sversato, bruciato, e ora ne abbattete uno con prole perché sostenete sia pericoloso ? Lui pericoloso?! Siete degli incapaci e dovete vergognarvi.

Il ministro dell’ambiente Sergio Costa, appresa la notizia, si è schierato nuovamente in difesa dei plantigradi, come nel caso di M49-Papillon, di agire con prudenza chiedendo soluzioni meno drastiche dell’abbattimento. 

Nella lettera rivolta di risposta al Presidente Fugatti subito dopo la decisione presa, il ministro Costa afferma: “Ho appreso con dispiacere del recente ferimento di due persone ad opera di un orso bruno nel territorio del Comune di Cles e al riguardo esprimo loro, così come a tutta la comunità locale, tutta la mia comprensione e vicinanza. Comprendo la preoccupazione della cittadinanza, ma ritengo necessario ricostruire bene l’accaduto attraverso una dettagliata relazione tecnica che, sicuramente il personale del Corpo forestale provinciale starà predisponendo, considerato anche che questi episodi sono estremamente rari in Italia”.

È, quindi, opportuno che si individui con estrema certezza l’esemplare coinvolto nella vicenda in quanto, se responsabile dell’aggressione fosse una femmina con cuccioli, si potrebbe fornire una plausibile interpretazione etologica dell’episodio: un’orsa che cerca di allontanare una minaccia per i propri cuccioli, se spaventata, potrebbe reagire con naturale aggressività. È un atteggiamento –aggiunge il Ministro – insito in qualsiasi specie animale quello di difendere la prole nel proprio habitat”.

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Solo dopo aver raccolto informazioni scientifiche certe sull’animale coinvolto nell’incidente ai due cittadini si potranno valutare soluzioni tecniche che, a mio parere, non devono tradursi nell’abbattimento. Mi sento di esprimerti, pertanto, la mia contrarietà alla parte dell’ordinanza che hai emanato ieri, a ventiquattro ore dall’accaduto, dove si invita il personale alle tue dipendenze a monitorare l’area, raccogliere elementi sull’individuo e ad ucciderlo, perché la ritengo una decisione impulsiva che non favorisce un’analisi degli elementi di contesto e aggrava lo scontro pubblico, già non semplice da gestire, sulla convivenza tra uomo e fauna selvatica negli ambienti alpini” – afferma il ministro rivolgendosi al presidente Fugatti. 

“Stiamo valutando – spiega Costa – i presupposti giuridici per una eventuale impugnazione dell’ordinanza. Il Ministero da me guidato è sempre disponibile, nella costante collaborazione istituzionale, a valutare congiuntamente il Piano di gestione che Tu hai chiesto di predisporre alle strutture tecniche competenti della Provincia autonoma di Trento. Ed è evidente che tale Piano dovrà prevedere una gestione dell’orso Bruno nel territorio della Provincia sulla base di una rigorosa base scientifica, con il supporto dell’Ispra oltre che nel rispetto della normativa nazionale ed europea”.

“Confido – si legge in conclusione – nella capacità di conciliare, nel migliore dei modi, gli aspetti di tutela della pubblica incolumità con quelli di conservazione e protezione delle specie selvatiche”.

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