“Fosse per me, di linee tramviarie a Roma ne farei altre 40”. Il direttore della Scuola di rigenerazione urbana e già Ministro ai Trasporti, durante il governo Prodi, Alessandro Bianchi commenta i progetti che la sindaca di Roma Virginia Raggi ha presentato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti chiedendo 1,3 milioni di euro. A cura di Alessandro Di Liegro.

Queste le istanze progettuali: il progetto definitivo della stazione Venezia della metro C, le nuove linee tranviarie Vittorio-Venezia, Termini-Vaticano-Aurelio (TVA), il deposito tram Casilina Est, e la fornitura di 58 tram e 21 treni per le metro A, B e C.
Potenziare le linee tramviarie è sicuramente una buona idea – afferma Alessandro Bianchi – forse non proprio queste due che sono già abbastanza comodamente servite anche dalla Metropolitana. Ci sono moltissime altre zone che beneficerebbero di una vera linea tramviaria e non di nuovi bus e filobus. Hanno di nuovo riempito il cielo di cavi per uno strumento che in ogni caso dipende dal traffico”.

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Sulle metropolitane il giudizio di Bianchi è lapidario: “Abbiamo capito che a Roma non si può scavare per la metropolitana. Ci hanno provato anche ai Fori Imperiali, facendo stazioni a profondità incredibili, ma poi bisogna comunque scavare per tornare in superficie. È fuori dalla grazia di Dio pensare di continuare a toccare una zona come quella dei Fori Imperiali. Perciò, se proprio si deve, finiamo quello che c’è da finire, ma poi basta”.

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Uno dei grandi progetti di Roma, che si trascina ormai da 30 anni, è quello della chiusura dell’anello ferroviario, per cui Roma Capitale avrebbe chiesto 547 milioni nell’ambito del Recovery Plan: “Mi sembrano un po’ pochi, per le cose che ci sono da fare – prosegue Bianchi – perché oltre a realizzare le opere, bisogna manutenerle”.
E’ positivo il giudizio dell’ex ministro sull’acquisto di nuovi treni per la metro: “Perché è inutile comprarli se non ci sono i binari, ma è anche inutile avere i binari se non si può avere i treni da metterci sopra”. Conclude con un’annotazione sui tram: “Per me sono il futuro. Ci sono delle zone che ne hanno assolutamente bisogno, penso per esempio in periferia. Ma bisogna anche smetterla di guardare al passato. Penso alla linea 19 che ha ancora gli stessi mezzi che prendevo insieme a mio padre 50 anni fa. Forse sarebbe ora di cambiarli”.

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