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Trapani, incendio doloso nella riserva naturale di Monte Cofano

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Incendio nella notte nella riserva naturale di Monte Cofano, a San Vito Lo Capo (TP). Per il sindaco si tratta di un’azione criminale, forti proteste anche da parte di Legambiente e Coldiretti.

Spaventoso incendio nella riserva di Monte Cofano, sulle pendici della montagna vicino a San Vito Lo Capo, provincia di Trapani. Secondo i primi riscontri l’incendio sarebbe scaturito da almeno quattro differenti punti verso le 21 di mercoledì. Sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e tre squadre di volontari della Forestale per evitare che il fuoco raggiungesse anche altre zone della montagna, riuscendo a domare le fiamme solo nella prima mattinata.

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La riserva naturale — situata nei comuni di Custonaci e San Vito Lo Capo, istituita con decreto del 25/7/1997 — è stata riaperta di recente dopo un periodo di chiusura. Il sindaco di Custonaci Giuseppe Morfino parla di «azione criminale contro il nostro patrimonio ambientale».

«Un gesto vile che lascia profondamente amareggiati. Un’azione criminale da condannare fermamente auspicando che il colpevole, o i colpevoli, venga individuato e punito. Rivolgo un appello ai cittadini e ai turisti affinché segnalino immediatamente agli organi preposti la presenza anche solo di piccoli focolai, per consentire interventi tempestivi impedendo che fatti gravi di questa portata possano ancora ripetersi con questa violenza distruttiva», ha aggiunto il primo cittadino di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino.

 


«Le foto di stanotte con Monte Cofano in fiamme fanno rabbrividire, ci deprimono e ci sconfortano profondamente. Le alte fiamme che hanno avvolto tutta la riserva naturale hanno trasformato la montagna a picco sul mare in un vulcano in eruzione pronto ad esplodere.Un altro, l’ennesimo, pezzo della nostra bellezza è andato in fumo. Chissà quanti anni ci vorranno per farlo rivivere», ha detto il presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna. «Ma chi vuole tutto questo? — si chiede Zanna —. Chi sono questi assassini di futuro? Chi continua a seminare odio per la nostra terra, per il nostro patrimonio naturalistico?».

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«Ancora una volta la Sicilia è stata massacrata con danni irreversibili in una delle zone più belle della Sicilia. Questo scempio non è più tollerabile», ha aggiunto il presidente di Coldiretti Sicilia Francesco Ferreri, parlando dell’incendio della riserva.

 


«Ogni anno si ripete lo sterminio di aree verdi che provoca danni irreversibili. Occorre avviare piani di prevenzione già dall’inverno, aumentando i controlli nelle aree sensibili. Se non si incentiva l’educazione ambientale tracceremo bilanci sempre più gravi». Per ricostituire le aree di macchia mediterranea con alberi, cespugli ed essenze, ridotte in cenere dal fuoco «ci vorranno almeno 10 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo», conclude Coldiretti.

 

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