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Transizione ecologica, Cingolani: città, rinnovabili e qualità dell’aria tra le priorità per l’ambiente

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“Rivedere il nostro modello di consumo energetico è imperativo non solamente per contenere l’aumento delle temperature e il cambiamento climatico ma anche per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo”. Le parole del  ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani in una lettera inviata a Repubblica in cui il neoministro menziona 6 priorità per l’ambiente.

Un nuovo modello per le città, l’accelerazione sulle energie rinnovabili, l’immediata applicazione degli accordi sul clima di Parigi, la qualità dell’aria: Sono queste alcune delle 6 priorità per l’ambiente che il neoministro Roberto Cingolani indica in una lettera a Repubblica nella quale prende commiato dalla Rubrica su Green&blue

Come prima priorità il ministro, nel fare appello al valore dell'”intelligenza globale”, fa il punto sul ritmo del progresso che “continuerà a crescere”. “La vera domanda“, scrive ” è se sapremo stare al passo con questi sviluppi: diventa sempre più difficile, per la società, metabolizzare gli shock di un futuro che incalza, mentre la stabilità del nostro ecosistema è compromessa dalle risorse sempre più ingenti richieste dallo sviluppo“.

Dopo la “valutazione degli effetti collaterali dell’innovazione” come terza priorità Cingolani il passaggio alle energie rinnovabili sottolineando che “il problema della disuguaglianza energetica è strettamente connesso a quello del riscaldamento globale“. Il nodo del futuro delle città e dell’urbanizzazione sregolata è il quarto punto: “la crescita delle città pone una serie di sfide che sono di natura ambientale e sociale, e rappresentano allo stesso tempo una causa e una conseguenza degli squilibri del nostro ecosistema. L’urbanizzazione può agire da stimolo di ricchezza e conoscenza, attraverso un modello di sviluppo che, sul lungo periodo, garantisce un impatto minore sul pianeta. Ma se viene gestito in maniera troppo rapida e sregolata, rappresenta un catalizzatore del degrado ambientale“.

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Per il punto dedicato all’accordo sul clima di Parigi, Cingolani ricorda che: “Siamo già in ritardo: se non dovessimo rispettare i dettami dell’accordo di Parigi, impiegando decenni prima di ridurre le emissioni, l’espansione termica dei mari e il loro innalzamento potrebbero continuare per millenni“. Infine il punto che il ministro chiama “l’insostenibile pesantezza dell’aria“. “Rivedere il nostro modello di consumi energetici è quindi imperativo – conclude quindi Cingolani – non solamente per contenere l’aumento delle temperature e il cambiamento climatico, ma anche per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, allungando la nostra longevità e la sostenibilità del nostro ecosistema“.

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“Quello attuale, con la determinazione espressa dal governo Draghi, è un momento epocale per il settore degli ambientalisti, per la scelta di condividere l’idea del ministero della Transizione ecologica –  afferma Donatella Bianchi, presidente del Wwf ItaliaDraghi ha parlato di ‘innervamento” delle politiche ambientali nell’azione dell’esecutivo, con l’azione ecologica che appunto ‘innerverà’ tutti gli ambiti degli investimenti, che investirà tutti gli altri ministeri’. Ora, però, personalmente aspetto di leggere il programma governativo. Finora si è avuto un buon segnale di partenza e un ottimo strumento per partire, ma adesso si deve capire come sarà il percorso e il viaggio che si potrà fare“.

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Questo ministero può essere una grandissima opportunità al fine di far sì che sia possibile, per l’Italia e per l’Europa, realizzare il Green Deal europeo siglato da tutti i paesi. – afferma Alessandra Prampolini, direttrice generale WWF Itlia – E’ importante che l’Italia si doti di una funzione di coordinamento molto forte e che permetta l’effettiva trasformazione di una serie di processi che riguardano gran parte dei ministeri. Questo ministero potrebbe conciliare da una parte l’aspetto di tutela della natura e cura del territorio, dall’altra svolgere il ruolo di coordinamento con gli altri ministeri per quel che riguarda il tema della gestione ecologica“.

Domani il voto di fiducia al Senato, poi, giovedì, la Camera. Soltanto dopo partirà lo sprint per chiudere la partita del ‘sottogoverno’. In pole per affiancare Roberto Cingolani c’è Stefano Buffagni, ex viceministro dello Sviluppo economico.

 

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