Cronaca

TOTO’ RIINA SEPOLTO NEL CIMITERO DI CORLEONE TRA VITTIME E CARNEFICI

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Totò Riina sepolto nel cimitero Corleone, tra vittime e carnefici. Totò Riina è tornato a “casa”.

Intono alle 8.15 di questa mattina, il carro funebre con la salma di Totò Riina, è giunto al cimitero di Corleone.

Il mezzo è riuscito ad evitare cronisti e videocamere entrando da un ingresso laterale.

La salma, era arrivata nel porto di Palermo, a bordo di un traghetto della Tirrenia (partito ieri da Napoli) intorno alle 6.30 di questa mattina.

Una semplice benedizione da parte di un sacerdote, ha preceduto la tumulazione del Capo dei Capi di Cosa Nostra.

Subito dopo che il prete ha lasciato il cimitero di Corleone infatti, si è proceduto alla sepoltura.

Chiara la posizione dell’arcidiocesi di Monreale: non è possibile celebrare le esequie poiché il boss, in quanto mafioso e mai pentito, per la Chiesa è scomunicato.

Sull’home page dell’arcidiocesi di Monreale si può ancora leggere la netta posizione della Chiesa contro la mafia, espressa dall’arcivescovo Michele Pennisi.

“Con la sua morte è finito il delirio di onnipotenza del capo dei capi di Cosa nostra, ma la mafia non è stata sconfitta e quindi non bisogna abbassare la guardia. Il compito della Chiesa è quello di educare le coscienze alla giustizia e alla legalità e di contrastare la mentalità mafiosa“.

Presenti al rito, la moglie Ninetta Bagarella e i figli Maria Concetta, Lucia e Salvatore.

La figlia Lucia, protetta da un cordone di poliziotti, è uscita dal cimitero in lacrime insieme al marito e si è allontanata senza rispondere alle domande dei giornalisti.

Il cimitero, anche nei giorni precedenti al “funerale”, è stato chiuso al pubblico e transennato.

Non lontana dall’ingresso principale, una sepoltura a terra in marmo grigio, dominata da un angelo di bronzo che sparge fiori, salta subito agli occhi.

“Famiglia Riina-Rizzo”, c’è scritto sulla tomba.

Sotto, una lapide con quattro piccole fotografie senza nomi: il padre di Totò Riina, morto nel ’43 mentre  trafficava con una bomba americana inesplosa, la madre e due zie del superboss.

Poco distante dalla tomba della famiglia Riina, su una lapide campeggia un’altra foto che tutti conosciamo: quella di Bernardo Provenzano, il boss che ereditò il comando da Riina, quando questi venne arrestato.

Non passano inosservate neanche le lapidi di Michele Navarra e Luciano Liggio, altri due noti esponenti di Cosa Nostra.

Ma nel cimitero di Corleone, Totò Riina e gli altri esponenti della mafia siciliana non sono soli.

Il loro eterno riposo dovranno condividerlo con alcune delle loro vittime storiche, come Placido Rizzotto, il sindacalista della Cgil ucciso nel ‘48 da Luciano Liggio e dai suoi sgherri (i cui resti furono recuperati nel 2009 negli anfratti del cimitero di mafia a Rocca Busambra).

Per i funerali del sindacalista, nel maggio 2012, venne a Corleone anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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