TOTO’ RIINA TORNA A CORLEONE, MA LA CHIESA NEGA FUNERALI PUBBLICI

Totò Riina torna a Corleone, ma la Chiesa nega funerali pubblici. Nessun elemento particolare e’ stato riscontrato dall’autopsia sul corpo di Totò Riina, il Boss della mafia siciliana morto il 17 novembre nel reparto detenuti dell’ospedale Maggiore di Parma.
L’esame, conferito dal pm Umberto Ausiello al medico legale Rosa Gaudio, è stato inserito nell’ambito di un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Escamotage tecnica che consente di svolgere l’accertamento per cancellare ogni dubbio sul decesso del boss di Cosa Nostra.
Il medico legale, ha ora due mesi per completare gli accertamenti ed evidenziare “ogni altro elemento che possa risultare utile al prosieguo delle indagini e in particolare la compatibilità tra i segni obiettivi riscontrabili e l’ipotesi eziologica del decesso in atti”.
L’ultimo saluto dai suoi cari, Toto’ Riina l’ha ricevuto a Parma.
Scortati dalla Polizia, la moglie, Ninetta Bagarella e due dei suoi quattro figli, Salvo e Maria Concetta, al termine dell’autopsia hanno avuto 30 minuti a disposizione nelle camere mortuarie dell’ospedale per rendere omaggio al padre.
Nessuna lacrima in pubblico per i familiari di Riina che, di fronte ai giornalisti, hanno reagito con ostilità: «Non ho niente da dire, ho dei figli minori. Vi denuncio» – ha detto Maria Concetta, che su Facebook aveva invitato al silenzio, chiedendo «rispetto per il dolore di una famiglia».
Ma il Capo dei Capi di Cosa Nostra, il suo eterno riposo lo fara’ al cimitero comunale di Corleone insieme ai suoi «fratelli di sangue»: i boss Michele Navarra, Luciano Liggio, Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano.
La Procura di Parma ha firmato oggi il “nulla osta” per il trasferimento della salma.
Potrebbe essere il parroco della chiesa Maria Santissima delle grazie di Corleone, Fra’ Giuseppe Gentile (che ha gia’ celebrato le nozzie di Lucia, figlia minore del boss) a benedire la salma prima della tumulazione nel cimitero del paese.
Nessun funerale pubblico potra’ essere celebrato per Salvatore Riina, ha chiarito la Conferenza episcopale italiana, ricordando quanto scritto nel codice di diritto canonico: “se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche [i] peccatori manifesti”.
Totò Riina infatti non ha mai espresso pubblico pentimento per i suoi “peccati”, pertanto – spiega la Cei – “se si celebrassero pubbliche esequie si farebbe torto alla realtà, cioè si andrebbe contro fatti pubblici, cioè contro ciò che pubblicamente risulta”.
Ma non e’ solamente la preghiera di un cappellano a rendere complesso il “funerale” del boss di Cosa Nostra.
Bisognera’ infatti tener anche conto delle eventuali offerte per le messe ai defunti e soprattutto, la Chiesa dovrà evitare che si faccia il nome del defunto, che si possa trattare di un surrogato di funerale o che ci sia pubblicità o strumentalizzazione.
(Visited 346 times, 1 visits today)

Leggi anche

Call Now ButtonDiventa Green!