Scienza e Tecnologia

Tokio 2020, lo stadio olimpico ipertecnologico ospiterà una foresta pensile

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Tokio 2020. Sarà la capitale del Giappone a ospitare la XXXII edizione dei Giochi Estivi.

Le Olimpiadi di Tokio 2020 si disputeranno dal 22 luglio al 9 agosto con un calendario fittissimo:

33 sport per un totale di 49 discipline e 339 eventi da medaglia.

Si sono infatti aggiunti arrampicata sportiva, baseball/softball, surf, skateboard, karate rispetto a Rio 2016 e anche nuove gare di sport storici come nuoto e atletica leggera.

La Cerimonia d’Apertura è prevista per venerdì 24 luglio ma si inizierà a gareggiare nei due giorni precedenti all’accensione del braciere con le partite preliminari di calcio, baseball e softball.

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Lo stadio Olimpico

Il New National Stadium, progettato dall’architetto giapponese Kengo Kuma, sorge nella Heritage zone del ’64 insieme ad altri 10 impianti (17 sono invece nella Bay Zone, a1 porto, area in fortissima espansione urbanistica) ed è costato 1 miliardo e 300 mila euro.

Il primo tronco è stato poggiato a dicembre 2016, 14 mesi dopo il previsto perché il progetto iniziale, firmato dall’archistar iraniana Zaha Hadid (deceduta a marzo 2016) era stato rigettato dal primo ministro Shinzo Abe nel 2015 per i costi troppo elevati.

I cantieri si sono conclusi a novembre 2019, il 21 dicembre l’inaugurazione spettacolo con Usain Bolt.

L’idea alla base è quella di unire tradizione locale e avanguardia ingegneristica: 2000 metri cubo di legno di cedro provenienti da 47 Prefetture del Giappone per forma re gli anelli dell‘arena, il tetto e le vele che alludono alla pagoda di 1300 anni fa del tempio di Horyuji.

Seggiolini per gli spettatori dal marrone al grigio passando per sfumature di verde e bianco per essere quanto più in sintonia con i colori della natura attorno, la Meiji Jingu Gaien area.

Sul quinto anello una foresta pensile che corre per 850 metri. Si ammira il panorama tra alberi, fiorì, panchine, col cielo terso si intravede anche il monte Fuji.

Si chiama The grove in the sky, e non è un modo di dire: è a 30 metri dal suolo e sembra davvero di camminare in un bosco nel cielo.

Ma ipertecnologico: 185 ventilatori e 8 mega nebulizzatori per refrigerare quelli che saranno i Giochi più caldi della storia con temperature oltre i 40 gradi.

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Lo stadio della ginnastica

Un cartello appeso a un’impalcatura recita il numero degli operai rimasti illesi nella costruzione dell‘Ariake Gymnastics Centre: tutti i 430 coinvolti.

Uno stadio temporaneo per la ginnastica e le bocce paralimpiche. Essenziale, razionale, eppure caldissimo.

La struttura più japanese di tutte, portatrice del messaggio di questi Giochi d‘Oriente: sostenibilità e futuro, artigianalità e modernità.

È a 5 minuti dal Villaggio degli atleti e dal centro stampa principale, nella Bay Area, e somiglia a una nave galleggiante. Disegnato da un team di creativi tra cui Nikken Sekkei, l’esterno è in legno di cedro, ricorda la struttura dell’engawa, la veranda giapponese. Il tetto ondulato è considerato il più grande a1 mondo tra quelli in legno, in questo caso di larice fatto arrivare dalle Prefetture dî Nagano e Hokkaido, di 30 metri di larghezza.

All’interno anche le tribune per 12 mila spettatori sono in legno così come il soffitto arcuato per un totale di 2300 metri cubi di questo materiale che inchioda la tradizione del Paese alle tecniche più avanzate di costruzione.

È costato 170 milioni di euro, è pronto, a fine Giochi ospiterà altrettanta bellezza, esibizioni d’arte.

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