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The Ocean Cleanup può davvero pulire i fiumi più inquinati del mondo? VIDEO

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La compagnia olandese The Ocean Cleanup ha creato un dispositivo per pulire i condotti d’acqua più inquinati del mondo. L’obiettivo è evitare che la plastica finisca in mare.

I fiumi che attraversano Jakarta sono tra i più inquinati del mondo e trasportano ogni tipo di rifiuti verso il Mar di Giava. Tuttavia in uno dei corsi d’acqua della capitale, un dispositivo olandese ha iniziato a raccogliere i rifiuti prima che questi finiscano in mare. L’ Interceptor 001 è stato inviato a Jakarta a inizio 2019 dall’organizzazione The Ocean Cleaunup (TOC). Il prototipo ha iniziato a lavorare a maggio 2019 vicino alla foce del canale di Cengkareng, che collega il famigerato fiume Angke, carico di rifiuti, al Mar di Giava.

Plastica, ragazzo olandese inventa un dispositivo per raccogliere i rifiuti dai fiumi VIDEO

Il prototipo inviato a Jakarta rappresenta la prima generazione dello strumento con il quale TOC vuole pulire i 1,000 condotti più inquinati del mondo in 5 anni. L’organizzazione stima che questi flussi d’acqua siano responsabili per l’80% dei rifiuti che finiscono in mare mentre l’altro 20% proviene dagli altri 30,000 fiumi in tutto il mondo. Attualmente sono attivi due Interceptor, uno a Jakarta e l’altro nel Klang River a Kuala Lumpur in Malesia. Come spiegato da Chris Worp, managing director di TOC, il gruppo impiegherà un terzo Interceptor nel Rio Ozama nella Repubblica Domenicana e un quarto nel sud del Vietnam. Milioni di dollari sono stati investiti da tutto il mondo per aiutare TOC a raggiungere un obiettivo definito “ambizioso” e un “nuovo approccio” al problema dei rifiuti negli oceani.

La pulizia dei fiumi è solo una parte del progetto più ampio di TCO di ridurre la presenza di rifiuti nell’oceano. Boyan Slat, CEO di TCO, ha fondato la compagnia nel 2013 nel tentativo di creare un dispositivo per rimuovere la Great Pacific Garbage Patch in 5 anni. Dopo molte interazioni, attenzione dei media e critiche da parte degli scienziati, un primo dispositivo di 160 metri ha iniziato a raccogliere la plastica nell’oceano nell’ottobre 2019. Durante gli anni molti scienziati hanno incoraggiato l’organizzazione a concentrarsi sulla pulizia dei fiumi, dove il dispositivo avrebbe un impatto migliore. Per questo motivo TOC ha creato l’Interceptor.

Plastica, il sistema dell’Ocean Cleanup per ripulire gli oceani funziona

L’Interceptor è alimentato da pannelli solari in cima al suo guscio esterno bianco. A livello dell’acqua, una lunga barriera contro i rifiuti sporge a monte, consentendo alla forza della corrente di spingere i rifiuti verso la bocca del dispositivo. Lì, un nastro trasportatore solleva i detriti dall’acqua e li deposita su una piattaforma all’interno del dispositivo che trasporta i rifiuti in uno dei sei cassonetti. Una volta che i contenitori sono pieni, una squadra locale li porta a riva per essere svuotati. L’ultimo modello creato è in grado di raccogliere 50,000 kg di plastica al giorno, anche il doppio in condizioni ottimali, e può trattenere circa 50 metri cubici di rifiuti. Il prototipo a Jakarta ne può trattenere circa 10-12 metri cubici e raccoglie i rifiuti in piccole ceste. Di conseguenza deve essere svuotato più frequentemente. Durante l’ultima presentazione di ottobre Slat l’ha definito “il primo sistema integrato che può essere trasportato ovunque nel mondo e diventare attivo in pochi giorni”.

Tuttavia, non è così semplice. Infatti TOC deve rispondere alle accuse di aver copiato il design di un altro dispositivo di pulizia del fiume di successo brevettato più di un decennio fa. Nel 2014 John Kellet, fondatore di Clearwater Mills LLC, ha installato un dispositivo chiamato Waterwheel Powered Trash Interceptor nel Jones River di Baltimore, Maryland. Questo dispositivo, chiamato “Mr. Trash Wheel” utilizza delle braccia meccaniche per incanalare i rifiuti e un nastro trasportatore per sollevare i rifiuti dall’acqua. Una differenza fondamentale dall’Interceptor di TOC è che una ruota idraulica alimenta il nastro trasportatore e le pompe idrauliche ad energia solare fanno funzionare la ruota quando la corrente è debole. Grazie al suo successo, Baltimora ora ha tre Trash Wheel per la spazzatura e Clearwater Mills sta lavorando in California, Texas e Panama per portare il suo design in tutto il mondo.

Kellet sostiene di aver informato TOC di aver brevettato il proprio dispositivo più di 10 anni fa: “Erano a conoscenza dei nostri sforzi, della nostra esperienza e del nostro successo quando hanno sviluppato il loro dispositivo, prendendo pesantemente in prestito la nostra tecnologia. Ci piacerebbe vedere che le risorse e gli sforzi per risolvere questa crisi globale siano utilizzati in modo efficace e che non stiamo duplicando gli sforzi o lavorando a scopi trasversali”. Worp è a conoscenza che i due dispositivi condividano elementi in comune ma sostiene che TOC abbia creato da sola il proprio dispositivo: “Sarebbe come dire che una macchina assomiglia ad un’altra. Ovviamente sappiamo che esistono altri dispostivi come il nostro ma siamo partiti da un punto di vista differente per trovare una soluzione efficacie”. Secondo Kellett TOC ha approcciato anche alcune organizzazioni con cui Clearwater Mills lavora per offrire un Interceptor al posto del loro dispositivo ma Worp ha negato le accuse.

Plastica, non solo gli oceani: anche i Grandi Laghi sono a rischio

Per entrambe le organizzazioni, trovare una soluzione per pulire i fiumi va oltre i dispositivi creati. “Stanno fornendo l’opportunità di educare il pubblico e ispirare le persone a diventare parte della soluzione” ha spiegato Kellett riferendosi ad uno dei tre dispositivi che la sua compagnia utilizza a Baltimora. L’impegno delle comunità è fondamentale per TCO perché si affida alle comunità locali per la manutenzione del dispositivo.

Alcuni scienziati sono scettici riguardo l’obiettivo di TOC di pulire così tanti fiumi in tutto il mondo. Secondo Andrew Gray dell’University of California, le tempeste che colpiscono i bacini montuosi sono così forti da distruggere qualsiasi dispositivo creato dall’uomo: “Queste tempeste che scaricano la maggior parte delle materie plastiche, sono i tipi di eventi che distruggono questi dispositivi perché l’idrodinamica è troppo aggressiva”. Inoltre secondo Gray l’Interceptor deve essere più versatile per potersi adattare ai diversi fiumi. Win Cowger invece ha menzionato l’imprevedibilità dei sistemi naturali: “Quando si cerca di applicare una soluzione ad un’ampia gamma di ecosistemi e circostanze diverse ci sono sempre implicazioni non previste”.

Worp tuttavia ha ribadito che il dispositivo di Jakarta è un prototipo è che le lezioni imparate durante l’anno, quando Jakarta è stata colpita da forti piogge che hanno danneggato l’interceptor, porteranno ad una seconda generazione di Interceptors, dotati della capacità di gestire carichi di rifiuti più ampi. Tuttavia è consapevole del fatto che sarà impossibile adattare il dispositivo ad ogni fiume: “Non è la situazione per tutto e stiamo cercando ulteriori soluzioni per sempre più fiumi”. Secondo il sito di TOC, il gruppo si sta coordinando con i governi di tutto il mondo per impiegare l’Interceptor su larga scala.

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