Alcuni cuccioli di tigre sono stati fotografati dalle telecamere nel complesso forestale Dong Phayayen-Khao Yai in Thailandia; questo dimostra che gli sforzi per far riprodurre la specie stanno avendo successo.

Le telecamere all’interno del complesso forestale Dong Phayayen-Khao Yai (DPKY) in Thailandia hanno catturato le immagini di alcuni cuccioli di tigre, fornendo le prove tanto attese del fatto che l’animale si stia riproducendo in quest’aria del Sudest asiatico.

 

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I conservazionisti hanno condotto un’indagine nel Thap Lan-Pang Sida Tiger Conservation Landscape (TCL) di DPKY, dove alcuni segnali indicavano la presenza di una popolazione di tigri. “Gli sforzi per ridurre il bracconaggio e il supporto della legge sono fondamentali per creare un’area in cui le tigri possano riprodursi” ha spiegato Supagit Vinitpornsawan, ex capo di DPKY Wildlife Research Stationi recenti risultati indicano che i nostri sforzi stanno avendo successo”. Pubblicato sulla rivista Biological Conservation, il nuovo studio scientifico mostra un segnale di speranza per il programma decennale DPKY Tiger Recovery Project. Gli scienziati confidano che il numero delle tigri in Thailandia possa crescere del 50% entro il 2026 e che queste possano evitare il destino delle tigri di altri stati: secondo i dati più recenti ci sono circa 221 tigri indocinesi tra la Thailandia e il Myanamr mentre sono estinte in Laos e probabilmente anche in Vietnam e Cambogia.

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Considerate come a rischio nella IUCN Red List, le tigri della Thailandia rischiano di scomparire a causa del bracconaggio, del caccia alle loro prede e della deforestazione, tutte minacce presenti nel complesso dove risiedono. “Se non dovessimo riuscire a contenere il commercio illegale, probabilmente andremo incontro all’estinzione della specie in un futuro non molto lontano” ha spiegato Chris Hallam di Panthera USA. Il numero di tigri in libertà è sceso dai 100,000 esemplari di un secolo fa ai 3,900 attuali, la maggior parte dei quali vive in India. Ci sono più tigri in cattività negli Stati Uniti che in natura in tutto il mondo. Per questo studio i ricercatori hanno utilizzato il metodo di campionamento SECR, un metodo molto diffuso sulle stime della popolazione. Tuttavia, con così poche tigri in circolazione, è difficile ottenere risultati affidabili.  “Nel nostro studio, abbiamo utilizzato simulazioni al computer per indagare e valutare in che modo i diversi posizionamenti di trappole fotografiche e la durata dell’indagine possano incidere sulle stime della popolazione” ha affermato Eric Ash, autore principale dello studio e ricercatore di WildCRU.

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Lo studio mette in discussione i precedenti metodi utilizzati per stimare le popolazioni di animali selvatici, un passo potenzialmente prezioso per migliorare la comprensione della distribuzione delle tigri sul territorio: “Il monitoraggio è fondamentale per valutare la popolazione nel corso del tempo e determinare gli sforzi necessari per proteggere la specie ed evitare l’estinzione come in Laos e in Cambogia. Inoltre è possibile anche determinare le aree in cui è necessario concentrare gli sforzi maggiori” ha spiegato Ash.

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