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TERRORISMO, ALLARME DELL’INTELLIGENCE: “MINACCIA CONCRETA IN ITALIA”

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Terrorismo, allarme dell’Intelligence: “minaccia concreta in Italia. La minaccia del terrorismo Jihadista in Italia è “concreta ed attuale”.

Il nostro Paese è infatti “oggetto dell’attività propagandistica ostile di Daesh e continuano ad essere presenti nel suo territorio soggetti radicalizzati – tra i quali ‘islamonauti’ italofoni – o comunque esposti a processi di radicalizzazione”.

È quanto emerge dalla relazione annuale dell’intelligence presentata oggi a Palazzo Chigi.

“La minaccia terroristica non è esaurita. Bisogna contrastare i rischi della radicalizzazione interna, con la reazione violenta al disagio sociale e la pratica violenta dell’estremismo politico – ha detto il Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, per il quale “dobbiamo sempre tenere alta la guardia, il rischio non può esser mai dato per superato una volta e per sempre”.

In particolare, viene segnalato “il pericolo rappresentato dagli estremisti homegrown, mossi da motivazioni e spinte autonome o pilotati da ‘registi del terrore'”.

La relazione cita poi due casi “emblematici della forza persuasiva della propaganda jihadista, in grado di innescare derive violente in persone apparentemente integrate ma in realtà preda di instabilità emotiva e dissociazione identitaria o religiosa”: quello dell’italo-marocchino membro del commando responsabile degli attacchi di Londra del 3 giugno e quello dell’italo-tunisino che il 18 maggio a Milano ha aggredito un poliziotto nella stazione centrale.

Focus particolare sui foreign fighters (la stima indica in 129 il numero di quelle che hanno avuto a che fare con l’Italia).

Secondo l’intelligence inoltre, i processi di radicalizzazione, oltre che sul web avvengono in circuiti familiari di difficile penetrazione, in centri di aggregazione e nelle carceri, “fertile terreno di coltura per il virus jihadista, diffuso da estremisti in stato di detenzione”.

Altro allarme evidenziato dalla relazione annuale dell’intelligence è sulle elezioni: particolare attenzione deve andare alle «campagne di influenza che, prendendo avvio con la diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber, mirano a condizionare l’orientamento ed il sentimento delle opinioni pubbliche, specie allorquando queste ultime sono chiamate alle urne».

La relazione dell’intelligence parla infatti di «minaccia ibrida» e prevede un aumento di questo tipo di rischi, «specie in prossimità di passaggi cruciali per i sistemi democratici».

Secondo i dati dell’Intelligence, il 2017 ha segnato il ridimensionamento territoriale del Califfato, che però “potrebbe essere ancora in grado di colpire l’Occidente, ed in particolare l’Europa, con attacchi complessi ad opera di cellule ben addestrate”.

“Quale effetto delle perdite subìte nella roccaforte siro-irachena – evidenzia la relazione – Daesh ha potenziato la propria azione di propaganda a sostegno del jihad individuale, invitando i sostenitori a intensificare ulteriormente gli attacchi sia in Syrak che in altre aree geografiche. Questi appelli hanno provocato iniziative che hanno interessato in modo rilevante anche l’Europa e, più in generale,obiettivi occidentali”.

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