Terremoto ai Campi Flegrei, sciame sismico ancora in corso

La prima, forte scossa alle 19.51 di lunedì 20 maggio. Poi, alle 20.10, il terremoto più potente degli ultimi 40 anni, di magnitudo 4.4. In circa 12 ore, oltre 150 scosse di varia entità. Evacuate decine di famiglie e anche il carcere femminile di Pozzuoli.

Uno sciame sismico ancora in corso ai Campi Flegrei, iniziato nel tardo pomeriggio di lunedì 20 maggio e che ha anche innescato la scossa più forte mai registrata negli ultimi 40 anni. Il terremoto più potente, infatti, è avvenuto alle 20.10 a meno di 3 km di profondità e ha avuto una magnitudo pari a 4.4. Inevitabile, quindi, che la scossa più forte sia stata avvertita non solo nei centri più vicini all’epicentro, localizzato come al solito nella Solfatara di Pozzuoli, ma in tutta la provincia di Napoli.

Una serie di scosse così forti, iniziata alle 19.51 con un terremoto di magnitudo 3.5, ha lasciato inevitabilmente il segno non solo in una popolazione terrorizzata, ma anche in diversi edifici. Sono diverse le strutture lesionate ed è per questo che la Protezione Civile e i vigili del fuoco si sono subito attivati, da un lato per verificare le condizioni degli edifici, dall’altro per allestire aree di attesa e tendopoli per gli sfollati.

Sono infatti diverse decine le famiglie evacuate dopo i danni riportati dagli edifici in cui vivono. Dopo i primi controlli, sembrano scongiurate eventuali lesioni agli ospedali, mentre il carcere femminile di Pozzuoli, che ha riportato alcuni danni, è stato evacuato in via precauzionale. Scuole chiuse nelle zone più vicine all’epicentro, ma non in tutta la provincia di Napoli.

Dalla prima, forte scossa di lunedì sera, sono state diverse centinaia le repliche dello sciame sismico, con almeno quattro scosse di terremoto magnitudo superiore a 3. L’Ingv ha spiegato che lo sciame sismico potrebbe proseguire ma non sono stati registrati aumenti della velocità di sollevamento né variazioni di andamento nelle deformazioni orizzontali o locali del suolo. I valori attuali fanno pensare che sia in corso un rallentamento dello sciame sismico, ma che il termine dello stesso non sia stato ancora raggiunto.

La situazione attuale, nonostante la comprensibile paura tra la popolazione, appare meno grave rispetto alla crisi bradisismica avvenuta tra il 1982 e il 1984. Nell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv si lavora senza sosta, anche se di fronte ad una crisi del genere il personale è fortemente sottodimensionato. Oltre ai monitoraggi del caso, si osserva costantemente il magma, di cui viene analizzato il gas, la temperatura e la pressurizzazione del sistema idrotermale superiore. Nelle solfatare in località Pisciarelli, allo stato attuale, i valori del gas emesso hanno raggiunto le 4.500 tonnellate di CO2 al giorno.

L’allerta resta alta e il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, continua a monitorare la situazione dopo aver riunito, nella serata di lunedì, il Centro di coordinamento soccorsi che resta in costante contatto con la Protezione civile locale e nazionale, oltre al presidente della Campania Vincenzo De Luca e ai sindaci dei Comuni più vicini all’epicentro dello sciame sismico. Per l’occasione, mercoledì 22 maggio, a Palazzo Chigi si terrà anche un vertice interministeriale presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo ha annunciato Nello Musumeci, ministro della Protezione Civile.