A man stands among damaged buildings after a strong earthquake hit central Italy, in Amatrice on August 24, 2016. A powerful 6.2-magnitude earthquake devastated mountain villages in central Italy on August 24, 2016, left 38 people dead and the total is likely to rise, the country's civil protection unit said in the first official death toll. Scores of buildings were reduced to dusty piles of masonry in communities close to the epicentre of the pre-dawn quake in a remote area straddling the regions of Umbria, Marche and Lazio. / AFP / FILIPPO MONTEFORTE (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Di Giammarco Spirito
Si possono prevenire i terremoti? È la domanda a cui tutti vorremmo rispondere.
Purtroppo non è così. Anche se numerosi sono stati nel tempo i tentativi, nessuno ha mai potuto affermare come e quando si verificherà un sisma. Si studiano continuamente i fenomeni tellurici con metodi scientifici ma non ci sono ancora sufficienti dati per evitare danni e morti.
Altro discorso riguarda le misure di prevenzione per rendere case e edifici più resistenti con interventi strutturali seguendo norme cosiddette antisismiche.
Per quanto riguarda il forte sisma del 24 agosto che ha colpito Amatrice e gli altri comuni di Lazio e Marche i geologi seguivano da tempo un importante faglia in prossimità del l’epicentro del terremoto proprio nel timore che potesse ritornare attiva. La faglia o frattura in seguito ai movimenti cui sono stati sottoposti gli Appennini durante gli anni, si è mossa per circa 2000 metri.
Per molto tempo è stata silente.
Le analisi avevano permesso di accertare che si era attivata negli ultimi 8.000 anni pur non avendo dato origine a terremoti molto forti. Nel corso del tempo il movimento della faglia aveva provocato una diminuzione del livello dell’area nord ovest, dove si trova Amatrice.
L’area colpita dal terremoto, quindi, rientra nella fascia ad altissima pericolosità sismica che corre lungo l’asse della catena appenninica.
Come hanno dimostrato i ricercatori dell’INGV, la particolarità e la sfortuna del terremoto del 24 agosto è stata che la prima scossa, quella di magnitudo 6, non è stata preceduta da scosse indicative e rilevanti.
Ecco perché gli abitanti delle zone colpite non hanno fatto in tempo ad adottare misure salvavita.
La protezione civile sul suo sito fornisce una serie di consigli da seguire prima, durante e dopo un terremoto.
Tra i tanti: identificare in caso di scossa posti sicuri all’interno e all’esterno; ripararsi sotto ad un tavolo; se si è all’aperto allontanarsi da costruzioni e linee elettriche.
Se non si possono prevedere i terremoti è possibile comunque limitare i danni di queste improvvise catastrofi.
Lo insegna il Giappone, nazione che ha imparato a convivere con i terremoti. Il governo giapponese ha stanziato un anno fa un budget di quasi 2 mila miliardi di yen da utilizzare in misure di prevenzione in seguito ai terremoto del marzo 2011 e dell’aprile 2016.
Bambini, impiegati e lavoratori di ogni settore si addestrano per realizzare misture anti-terremoto periodicamente. Gli edifici sono antisismici e i manuali con le istruzioni di prevenzione anti-terremoto sono semplici e completi. Inoltre negozi, uffici e abitazioni private sono provviste di kit anti-sisma che permettono di sopravvivere per giorni.
Il terremoto di un anno fa nel centro Italia ha portato nuovamente alla ribalta il problema della messa in sicurezza delle abitazioni.
Emergenza resa ancor più drammatica dal terremoto di Ischia, dove una potenza contenuta a 4.0 della scala Richter ha provocato ingenti danni e vittime
Edifici di antica costruzione, case fatiscenti, strutture costruite con cemento impoverito, hanno moltiplicato sia a Amatrice che a Ischia le tragiche conseguenze della scossa.
Addirittura nel caso di ristrutturazioni, come per la scuola di Amatrice che era stata ristrutturata ma è egualmente crollata, non era stato effettuato un adeguato rafforzamento antisismico.
Una positiva e importante inversione di tendenza arriva da Norcia.
Dopo il sisma del ’79 i cittadini umbri, seguendo l’esempio del Friuli, hanno saputo ricostruire con regole antisismiche capaci di limitare nuovi eventuali danni causati da forti sisma. Insomma, anche in Italia, se si vuole, si possono realizzare case sicure.

 

Articolo precedenteAmatrice, 249 rintocchi per non dimenticare
Articolo successivoAmatrice nel Cuore: Il 27 agosto Barbarossa, Consoli, Morandi, Tosca, Mannarino e Grandi insieme per un grande concerto gratuito