Adottare un alveare con Terrantiga, storico consorzio degli apicoltori di Sardegna

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Dall’Asfodelo al Corbezzolo, dall’Erba Gatta al Rosmarino. I mieli a chilometro zero di Terrantiga, ultracentenario consorzio degli apicoltori di Sardegna, direttamente a casa dopo avere adottato un alveare.

Adottare un alveare per difendere la biodiversità della Sardegna. È l’iniziativa di Terrantiga, ultracentenaria organizzazione di apicoltori della seconda Isola più estesa d’Italia, così da garantire un futuro alle api.

Il consorzio, che ha sede a San Sperate, in provincia del Sud Sardegna, è leader nella produzione di miele, pappa reale e polline. Proprio per questo chi sceglie di adottare un’arnia ha l’opportunità di ricevere a casa i cofanetti contenenti l’oro dolce.

A guidare gli amici degli insetti impollinatori sono i principi della sostenibilità ambientale, del benessere animale e dello sviluppo etico. Proprio per questo gli apicoltori allevano soltanto specie di api locali, senza forzature genetiche innaturali.

Tutelare l’ambiente è importantissimo. Ma c’è una contrapposizione di interessi. Quelli dell’agroindustria e quelli degli apicoltori. Purtroppo, siamo in una fase in cui si parla bene delle api e dell’ambiente, ma quando entrano in gioco gli interessi economici, quelli veri, tutte queste parole restano ferme al palo“, spiega a Teleambiente Francesco Caboni, presidente di Terrantiga. “E, quindi, ragionare su una rivoluzione che metta l’ambiente realmente al centro degli interessi della comunità è faticoso da due punti di vista: organizzativo ed economico. Eppure, vengono versati centinaia di milioni di euro, tra benessere animale e varie attività, che sono in realtà sussidi nascosti. Insomma, ci vorrebbe meno greenwashing, che ultimamente va tanto di moda“.

Terrantiga, la sostenibilità ambientale come risorsa

Era la fine dell’Ottocento quando iniziò l’avventura di Terrantiga. Gli apicoltori Salvatorangelo Deriu e Assunta Collu allevavano api in sintonia con la natura.

Quello che oggi si chiama sostenibilità ambientale, i due imprenditori lo avevano intuito già oltre cento anni fa. Proprio per questo il principio alla base di Terrantiga è rimasto la salvaguardia del pianeta Terra. Già, perché prendersi cura della campagna equivale a garantire il benessere delle api, così da avere un miele a impatto zero.

Il consorzio ha perfino un impianto solare per produrre energia pulita. Ma non solo. Terrantiga, che recupera le acque di lavorazione, ricicla imballaggi e materiali, così da sfruttare i vantaggi dell’economia circolare.

Questi apicoltori sardi investono, infine, parte dei loro guadagni per realizzare aree verdi utili alla sopravvivenza degli insetti melliferi.

Terrantiga, il benessere animale come priorità

Le api sono a rischio di estinzione. A lanciare l’allarme è stato un recente Rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Cambiamenti climatici, riscaldamento globale e perdita di biodiversità stanno causando la scomparsa degli insetti a strisce gialle e nere.

Terrantiga sa bene che un mondo senza api imploderebbe nel breve periodo. Proprio per questo il consorzio sardo garantisce il benessere dei loro amici volanti, attraverso pratiche di apicoltura nomade lungo tutta la Sardegna: dalla Foresta di Burgos, in provincia di Sassari, alle scogliere di Teulada, nel Sulcis-Iglesiente.

Questo innovativo metodo di allevamento contribuisce a ripopolare oltretutto gli alveari dei territori sardi più poveri di api. Solo negli ultimi anni, Terrantiga ha permesso la sopravvivenza di oltre 6.000 alveari nell’Isola al centro del mar Mediterraneo.

Terrantiga, l’etica come orgoglio

Non c’è sviluppo senza etica. Proprio per questo i soci di Terrantiga godono di sostegni e servizi utili alla crescita delle rispettive aziende.

I migliori supporter degli apicoltori sono però i loro clienti che hanno la certezza di acquistare prodotti a chilometro zero.

Tra i mieli realizzati, ci sono quelli di Asfodelo, di Corbezzolo, di Erba Gatta, di Rosmarino e di Sulla.

 

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