Riciclo e RifiutiTerritorio

Terra dei Fuochi, perché il Patto d’azione non ha funzionato?

Condividi

Terra dei Fuochi. Una discarica di oltre 1000 metri quadrati, piena di pneumatici fuori uso, cerchi per automobili, scarti di lavorazioni edilizie, veicoli abbandonati, materiale ferroso e altre tipologie di rifiuti è stata scoperta dagli agenti della task force per il contrasto al fenomeno della cosiddetta “Terra dei Fuochi”, in un sotterraneo nel centro di Casalnuovo (Napoli).

 

Una vera e propria bomba ecologica, l’ultima in ordine temporale, in un territorio che da anni è palcoscenico dello strapotere delle cosche delle ecomafie.

Il bilancio di questi ultimi mesi mostra, rispetto allo scorso anno, un aumento dei roghi di rifiuti.

Dopo il calo del 2018 (tornando ai livelli del 2017), il 2019 ha segnato un aumento del 25% di incendi.

Nell’area delle province di Caserta e Napoli caratterizzata da sversamenti e incendi, gli interventi di spegnimento dei Vigili del fuoco erano stati 1.978 nel 2017 e 1.511 lo scorso anno con un calo di 467, pari al 25%.

In particolare, in provincia di Napoli vi sono stati oltre 317 roghi in meno rispetto al 2017, mentre in provincia di Caserta gli interventi dei Vigili del Fuoco sono stati 150 in meno.

Se ne primi sette mesi di quest’anno, siamo tornati ai roghi del 2017, non è azzardato affermare che l’aumento è stato del 25%.

Terra dei Fuochi, cosa prevede il Protocollo

Possiamo dire con certezza che qualcosa non ha funzionato.

Il patto d’azione Terra dei Fuochi firmato nelle Prefettura di Caserta nel novembre del 2018, non è sufficiente?

“Il patto d’azione Terra dei fuochi non ha funzionato come doveva funzionare. Adesso si deve cambiare marcia, ho già parlato con la ministra dell’Interno” – ha risposto il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ai comitati della Terra dei Fuochi che hanno manifestato all’esterno della Mostra d’Oltremare di Napoli dove si è svolta la manifestazione “Italia a 5 stelle”.

Il Ministro Costa ha poi dato ragione a coloro che sono scesi in piazza a manifestare perché – dice – “quest’estate è stata un’estate pessima. Il patto di azione firmato a Caserta non ha funzionato come speravo che funzionasse. questo va detto per onestà intellettuale”.

Terra dei Fuochi, Corte Ue avvia processo contro l’Italia: ‘non difese salute cittadini’

E’ allora il momento per Costa di ripartire da quel patto ma con nuove attività che – spiega il ministro – “stiamo costruendo e vogliamo costruire insieme al territorio.  Non vogliamo farlo da soli perche dietro la scrivania il territorio non lo si comprende”.

A delineare un quadro della situazione nella Terra dei Fuochi è l’incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania, il viceprefetto Gelardo Iorio.

A bruciare sono rifiuti ‘prevalentemente domestici’, con un incremento del 30%, e l’aumento dei roghi – spiega – “ha riguardato anche i comuni napoletani e casertani non facenti parte dell’area cosiddetta Terra dei fuochi, ciò a dimostrazione che sul quadro generale influiscono le attuali difficoltà del sistema di gestione del ciclo ordinario dei rifiuti”.

Ma questi dati negativi per il viceprefetto sono probabilmente causati anche da un fatto positivo.

Nella sua nota, il commissario sottolinea, infatti, che “va anche evidenziato il dato positivo dell’assenza di incendi presso i siti di stoccaggio e trattamento rifiuti di Napoli e Caserta a seguito delle misure adottate attraverso i piani di controllo del territorio che vedono impegnati in larga parte i militari dell’Esercito”.

Per vigilare i siti di stoccaggio, si è dovuto  spostare una parte dei militari impegnati nel controllo quotidiano del territorio.

La Terra dei Fuochi continua a bruciare. 12 incendi in 48 ore

“Alla vigilanza presso tali siti – ha spiegato Iorio – sono destinati 155 dei 200 militari che operano per la terra dei fuochi con la conseguenza che il numero delle pattuglie (ognuna composta da tre militari) disponibili per il controllo dinamico si è ridotto a una nel Casertano (che svolge 5 turni giornalieri impiegando complessivamente 15 militari) e due nel Napoletano (che svolgono sempre 5 turni giornalieri impiegando complessivamente 30 militari)”.

“I militari dell’Esercito – aggiunge il commissario – hanno segnalato che da quando è stato avviato il pur indispensabile presidio dei siti di stoccaggio di rifiuti a scapito del pattugliamento, sono diminuite le operazioni di controllo dei territori in collaborazione con le Polizie locali e sono aumentati i rinvenimenti di nuovi siti di sversamento di rifiuti”.

 

 

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago