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Terra dei Fuochi, Corte Ue avvia processo contro l’Italia: ‘non difese salute cittadini’

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Terra dei Fuochi. La Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo ha avviato il processo contro il Governo italiano per la situazione nella cosiddetta ‘Terra dei fuochi’.

L’accusa da cui l’Italia si dovrà difendere è di non aver adottato misure sufficienti per proteggere la salute dei cittadini della zone comprese tra le province di Napoli e Caserta (Terra dei Fuochi) inquinata da discariche abusive ed incendi di rifiuti.

La Corte ha accolto in via preliminare i ricorsi ricevuti da cittadini e associazioni (oltre 3500 presentati tra il 2014 e il 2015) che denunciano la violazione dei loro diritti alla vita e al rispetto della vita famigliare, sanciti dalla convenzione europea dei diritti umani.

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I firmatari dei ricorsi sostengono che, nonostante le autorità fossero a conoscenza dell’esistenza di un rischio reale ed immediato per la vita delle persone (alcune decedute) causato dall’accumulo e dalla combustione di rifiuti tossici nelle discariche abusive, non abbiano preso misure adeguate per ridurre il pericolo.

Inoltre, attribuiscono allo Stato di non aver introdotto leggi per perseguire efficacemente i responsabili dell’inquinamento e di non aver informato la popolazione sui rischi per la salute.

La Corte ha perciò deciso di dare il via al contraddittorio tra le parti, ritenendo almeno per ora ammissibile la tesi dei ricorsi.

Comunicando i ricorsi al Governo italiano, la Corte ha chiesto una serie di informazioni per poter poi decidere se i ricorsi sono effettivamente fondati e in caso affermativo quali violazioni siano state commesse.

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L’Italia dovrà anche indicare quali misure siano state adottate per identificare:

– le zone inquinate

– verificare il livello di inquinamento di aria, suolo e acqua

– esaminare il suo impatto sulla salute della popolazione

 

Inoltre, dovrà anche fornire alla Corte di Strasburgo tutte le informazioni sulle indagini condotte per individuare i responsabili dei reati ambientali e quali risultati abbiano portato.

“Una buona notizia” per don Maurizio Patriciello, il parroco in campo da anni per difendere i diritti dei residenti nella Terra dei fuochi.

Dalla presentazione dei ricorsi sono passati quattro-cinque anni: “Abbiamo visto fare passi avanti – sottolinea – ma l’emergenza non è affatto risolta. In Campania si producono ogni giorno 5 mila tonnellate di rifiuti urbani, più altre 1000 provenienti da imprese che lavorano a nero, rifiuti che non si possono bruciare nei termovalorizzatori. Se non si risolve questo problema, non si spegneranno i roghi”.

Per il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, la decisione della Corte “dà maggior forza” alle azioni che il Governo sta mettendo in campo: “siamo molto lontani rispetto ai fatti contestati nel 2014 dinanzi alla Corte di Strasburgo – ha scritto in una nota il Ministro Costa – prima ancora che nel ruolo di ministro, ho lottato contro la Terra dei Fuochi e per la tutela dei cittadini come generale dei Carabinieri. Questo Governo da subito è sceso in campo con un piano d’azione concreto, e dalla partecipazione a due comitati per l’ordine pubblico e la sicurezza, a Napoli e Caserta, è emerso che il numero dei roghi è in diminuzione, così come la dimensione. Questo significa interventi più tempestivi ed efficaci, visto che la catena degli interventi e delle responsabilità è stata chiarita”.

Quanto all’accusa di aver violato l’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti umani in cui è stabilito che “il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge” – si legge ancora – “sono sempre stato lì, in quel territorio a rappresentare questo grande dramma. Oggi la Terra dei Fuochi è diventata un simbolo di quel territorio e di tutti quei casi dove c’è un’aggressione ambientale alla natura e alla salute delle persone. Questo atto avviato dalla Corte di Strasburgo ci conferisce maggior forza”.

“Alcuni atti – scrive Costa – sono stati già avviati, come il patto d’azione per Terra dei Fuochi; la norma del Decreto Sicurezza che individua i percorsi di tutela da incendi delle piattaforme di rifiuti; la legge Terra Mia, che affronterà le vicende delle Terre dei Fuochi e quei siti orfani di tutela. A tale scopo, nel piano di stabilità ho fatto inserire delle risorse, dunque, qualcosa si sta muovendo”.

La nota evidenzia infine come “la maggior parte dei roghi sono censiti ai danni degli impianti di gestione e riciclaggio dei rifiuti. Siti inseriti in un elenco di aree sensibili, fino ad ora neanche censiti. Ora vengono catalogati e monitorati con controlli continui ad opera delle forze di polizia dispiegate nei territori a rischio. Inoltre, grazie all’art. 26 bis (voluto dal parlamentare Carlo Sibilia) inserito nel decreto sicurezza, questi impianti di stoccaggio dei rifiuti devono dotarsi di sistemi antincendio, vincolo che finora non era obbligatorio. Dunque – conclude Costa – il Governo ha segnato e sta segnando un cambio di passo radicale e completo rispetto agli anni precedenti” conclude Costa.

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