Tenuta Sette Ponti e Feudo Maccari, dalla Toscana alla Sicilia storia, tradizione e vino biologico

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“Siamo dei fautori del sostenimento del basso impatto ambientale”. Intervista ad Antonio Moretti Cuseri, Tenuta Sette Ponti.

“Se vivere un’esperienza vuol dire fare le cose in maniera naturale e manuale, dove l’uomo sfiora la natura, sì, lo pensiamo, lo facciamo, ne siamo convinti”.  Antonio Moretti Cuseri ha raccontato a TeleAmbiente storia, tradizioni e attenzione all’ambiente della sua azienda, Tenuta Sette Ponti, presente alla 54esima edizione del Vinitaly, il Salone Internazionale Dei Vini e dei distillati.

Origini e storia Tenuta Sette Ponti

Negli anni ’50 fu il padre, l’architetto Alberto Moretti Cuseri, ad acquisire i primi 55 ettari di terreni direttamente dalle principesse Margherita e Maria Cristina di Savoia d’Aosta, figlie del Principe Amedeo di Savoia Duca d’Aosta.

Negli anni ’90 il figlio Antonio Moretti Cuseri, mosso da una passione e un interesse per il mondo del vino che ha avuto fin da giovane, prende il controllo dell’azienda del padre e dal 2018 è affiancato dai suoi figli Amedeo, con il ruolo di amministratore e responsabile del mercato italiano, e Alberto, con il ruolo di direttore export e della comunicazione.

Antonio Moretti Cuseri, affascinato da un viaggio di fine anni ’90 nella Val di Noto, in Sicilia orientale, decide che sarebbe stato questo il luogo ideale per una nuova impresa legata alla terra e al vino. Nasce così un’altra realtà, Feudo Maccari.

“Portiamo avanti questo progetto di rispetto della natura a basso impatto ambientale. I nostri prodotti sono tutti biologici sia in Toscana che a Feudo Maccari in Sicilia. Abbiamo prodotti biologici già da diversi anni, siamo dei fautori del sostenimento del basso impatto ambientale“, ci racconta Antonio Moretti Cuseri. – Devo riconoscere  che tante specie di animali e di uccelli che ormai non si vedevano più o si vedevano raramente, sono ritornate da quando abbiamo iniziato a fare biologico, quindi da dieci anni a questa parte. Chiaramente questo ha un influsso anche sulle nostre uve e, di conseguenza, sui nostri vini”.

 

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L’intervista di TeleAmbiente ad Antonio Moretti Cuseri.

Il consumatore è più attento alle tematiche ambientali?

E’ quello che riscontriamo specialmente in paesi come America e Canada. In Canada addirittura ci sono dei lotti dove si può partecipare alla vendita di alcuni vini che, tra le varie condizioni, ‘solo vini biologici‘. Penso che il biologico sia un processo inarrestabile per chi voglia affrontare i mercati esteri, in particolare in Nord America, in Canada e in Europa nei paesi di lingua tedesca sono molto sensibili a questi temi. Non usare prodotti chimici ma concimi organici permette di avere dei prodotti non inquinati.

Difficoltà del passaggio al biologico

C’è stata qualche difficoltà in Toscana nella trasformazione in azienda biologica in termini di cali di produzione. Ci sono molti antiparassitari, quindi il passaggio da prodotti chimici a quelli non chimici ha creato nell’immediato un impatto forte che poi col tempo è stato assorbito. In Sicilia il passaggio al biologico è stato neutro, quasi un fenomeno naturale per noi, dato che lì non ci sono così tanti trattamenti e parassiti come in Toscana.

 

 

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Cambiamenti climatici, raccolta uve e gestione del vino

Da 15 anni in Sicilia abbiamo fatto un tipo di irrigazione sotterranea, una sub irrigazione, studiando un impianto con degli specialisti da Israele. Questo impianto è stato concepito per azionarsi prima che la pianta vada in sofferenza. Quando mi dicono che è sbagliato, perché la pianta si deve abituare a questa sofferenza, io rispondo che la vite è come un bambino: se gli fai mancare l’acqua, la fai soffrire, questa sofferenza si scaricherà sull’uva che viene da una matrice che è sofferente e non credo potrà essere di ottima qualità.

Vino migliore?

I vini sono un po’ come i figli. A volte mi chiedono: chi ti piace di più la Toscana o la Sicilia? La Sicilia ha un suo fascino che è irripetibile, non è duplicabile. Ha quei profumi, quei sentori di freschezza di ciliegia e mandorla che non ci sono in Toscana. Anche la Toscana ha il suo fascino, ha le sue caratteristiche. Sono due cose diverse che non si sovrappongono. Il consiglio per i consumatori è provateli tutti e due, Toscana e Sicilia.

 

 

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