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TENNIS, SUPER NADAL. CON 2 SLAM E 66 VITTORIE E’ N.1 AL MONDO

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Di Carlotta Vanni. Parigi. Dopo la rinuncia di Roger Federer al Master 1000 di Parigi-Bercy, a Rafa Nadal è bastato superare il primo turno, battendo il coreano Hyeon Chung (7-5 6-3), per avere la matematica certezza di chiudere la regular season come numero 1 della classifica ATP.

Una stagione d’oro per il maiorchino che ha conquistato il Roland Garros (il suo decimo) e gli US Open, tornei che non vinceva dal 2014.

Poi iniziò un periodo davvero buio, costretto a ritiri e lunghe assenze dai molteplici infortuni: prima il polso destro, poi i problemi di appendicite, i forti cali di pressione ed infine il polso sinistro. Tutta questa sfortuna non è però riuscita a fermare il campione spagnolo, che a Rio nel 2016 conquistò l’oro olimpico nel torneo di doppio (insieme a Marc Lopez).

La forza di Rafa sta tutta lì. Rialzarsi quando tutti lo danno per spacciato. “Ho avuto periodi bui e molti dubbi. Ma devi credere nel duro lavoro e alzarti ogni mattina con le giuste motivazioni” ha dichiarato ieri in conferenza stampa dopo la vittoria. “Non è una questione di mentalità, è una questione di passione. Tutti vogliono vincere durante una competizione, ma un’altra cosa è svegliarsi ogni giorno con la passione e il desiderio di andare sul campo di allenamento”

Ecco quindi il segreto che si nasconde nel successo di Nadal. La passione e la voglia di giocare di un ragazzino di quindici anni, ma con l’esperienza del campione cha in carriera ha collezionato 16 vittorie nei tornei del Grande Slam (10 Roland Garros, 3 U.S. Open, 2 Wimbledon, 1 Australian Open) 30 vittorie nei tornei ATP Master 1000 e 19 tornei ATP 500.

Un palmares straordinario!

Con la vittoria di ieri Nadal diventa persino il tennista più “anziano” nella storia del tennis a chiudere la stagione in vetta; record che avremmo visto più appropriato per l’eterno avversario Roger Federer (ha sei anni più dello spagnolo) che chiude l’anno al secondo posto del ranking.

Una storica rivalità, quella con lo svizzero, che dagli inizi del 2000 non ha mai smesso di entusiasma i campi di tutto il mondo, Wimbledon compreso. E forse non è un caso che anche quest’anno proprio i due “vecchietti” si siano accaparrati le vittorie del Grande Slam (due a testa) e degli altri tornei a discapito dei ragazzini, come il predestinato n.1 Zverev e il talento cristallino Thiem. In molti credono che questa sarà la prossima storica rivalità del mondo del tennis, nel frattempo ci godiamo (senza pensare al tempo che passa) Roger e Rafa, il loro gioco così diverso ma ugualmente efficace.

Solo un mese fa i due ci hanno deliziato con una splendida partita in doppio, che li ha visti per la prima volta dalla stessa parte della rete da quando si conoscono. È stato un momento più unico che raro. Due grandi campioni, i più forti della loro generazione, che hanno cambiato il modo di giocare a tennis e che ricorderemo fra quaranta anni come facciamo adesso per Borg e McEnroe.

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