Scienza e Tecnologia

Tecnologia, arriva Ekoru, il motore di ricerca che protegge l’ambiente

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Ekoru è un nuovo motore di ricerca che utilizza i fondi delle sponsorizzazioni dei risultati di ricerca per finanziare iniziative per la protezione dell’ambiente.

Un innovativo motore di ricerca permette di pulire il pianeta e riforestare gli oceani di tutto il mondo grazie alle ricerche sul web. Ekoru è un motore di ricerca che utilizza i fondi generati dalle sponsorizzazioni dei risultati di ricerca per finanziare le organizzazioni ambientaliste: per ogni ricerca effettuata su Ekoru, viene raccolta una tonnellata di rifiuti dall’oceano.

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I suoi creatori, gli australiani Ati Bakush e sua moglie Alisson, hanno avuto l’idea per la creazione del motore di ricerca dopo essersi trasferiti a Kuala Lumpur, dove sono entrati in contatto con il problema dei rifiuti nel continente asiatico, Grazie ai loro studi in tecnologia e marketing hanno creato Ekoru: “Abbiamo realizzato che il miglior modo per avere un impatto e fare qualcosa era quello di mettere insieme le nostre abilità ed esperienze per creare Ekoru e raccogliere fondi per pulire gli oceani”.

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Abbiamo cercato un modo per permettere alle persone di aiutarci senza donare. Tutti i giorni vengono fatte ricerche sul web e chiunque può fare la differenza semplicemente utilizzando un motore di ricerca diverso da Google”. Nonostante Ekoru sia ancora nelle fasi iniziali, le entrate, oltre ad essere utilizzate sostenere i costi, sono state donate a organizzazioni come Big Blue Ocean Cleanup e Operation Posidonia, condotta dall’University of New South Wales Australia. “Quando abbiamo iniziato a cercare i nostri partner, abbiamo trovato Big Blue Ocean Cleanup che si adatta perfettamente alla nostra iniziativa perché composto da volontari di tutto il mondo che puliscono oceani, spiagge e condotti d’acqua. Pensavamo fosse importante per i nostri utenti essere consapevoli del fatto che le loro ricerche possono avere un impatto diretto e immediato”.

Operation Posidonia d’altro canto, vuole piantare alghe sulla costa australiana. Secondo gli scienziati le alghe sono in grado di assorbire carbonio 40 volte più velocemente delle foreste pluviali e raccogliere 83,000 tonnellate di anidride carbonica per km2. “Siamo rimasti sorpresi da quanto abbia senso il lavoro dell’Operation Posidonia e da quanto poca attenzione sia dedicata alle alghe e al loro contributo nella lotta ai cambiamenti climatici”.

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Ekoru è disponibile in alcune parti del mondo come Australia, USA e Giappone e Bakush si è detto contento che il servizio continui ad espandersi in sempre più paesi. “Siamo al lavoro per aumentare la nostra visibilità e coinvolgere sempre più utenti. La nostra sfida più grande è quella di convincere sempre più utenti ad abbandonare Google. Molti non sanno la differenza tra un browser, ad esempio Chrome, e un motore di ricerca come Google, e probabilmente non sanno neanche dell’esistenza di alternative. Molti utenti sono contenti di essere passati al nostro motore di ricerca, una volta scoperto”.

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