Tav. La ferrovia Torino-Lione continua a scuotere le due anime del governo.

Far saltare il governo per la questione della Tav? No, sono contento di quello che il governo ha fatto in questi nove mesi” – ha detto il vicepremier Matteo Salvini, sottolineando che “il governo andrà avanti” perché da fare c’è ancora la riforma della scuola, della giustizia, l’autonomia e l’abbassamento delle tasse per i dipendenti e delle accise”.

Nel contratto di governo – ha poi ricordato Salvini – “c’è la revisione dell’opera che è giusta, si possono tagliare spese, strutture, è giusto chiedere più contributi all’Europa e alla Francia. Non si può fermarla e conto che il buon senso prevalga”.

Il Governo – ha spiegato il ministro dell’Interno – “deve fare. Il treno è più veloce, sicuro, inquina di meno. Lo vogliono imprenditori, operai, la maggioranza degli italiani. Abbiamo speso soldi per scavare mezzo tunnel e rimango convinto finché campo che i soldi vanno usati per finire il tunnel, non per riempire il buco”.

Alla domanda di un possibile rinvio della decisione a dopo le Europee di maggio, Salvini ha risposto: “non è che cambi molto. Il tunnel sarà lì anche l’8 giugno. L’Italia ha bisogno di più infrastrutture. Ci sono cantieri fermi da dieci anni. Se qualcuno vuole dire no, non si fa, ce lo dica, punto. Io non sono e non sarò mai d’accordo”.

Ma dopo la riunione dei gruppi del M5S, il vicepremier Di Maio è tornato a ribadire il suo no: “Abbiamo solo chiesto la sospensione dei bandi per un’opera vecchia di 20 anni, lo abbiamo chiesto perché previsto dal contratto. E cosa fa Salvini? Oltre a forzare una violazione del contratto – prosegue – minaccia pure di far cadere il governo? Se ne assuma le responsabilità di fronte a milioni di italiani. Io questo lo considero un comportamento irresponsabile, proprio mentre siamo in chiusura su due misure fondamentali come reddito e quota 100″.

Nel pomeriggio di ieri, anche il premier Giuseppe Conte, dopo l’incontro con Mario Virano, Direttore generale di Telt (la società italo-francese incaricata di realizzare e poi gestire la Torino Lione), ha espresso le sue perplessità sull’opera durante una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi.

“Io stesso ho manifesto al tavolo, non muovendo da nessun pregiudizio ideologico o fattor emotivo, ho espresso forti forti dubbi e perplessità sulla convenienza della Tav e lo ribadisco – ha detto Conte – non sono affatto convinto che questo sia un progetto infrastrutturale di cui l’Italia ha bisogno”.

“Se lo dovessimo cantierizzare oggi mi batterei perché non sia realizzato – ha aggiunto il premier, sottolineando poi come “alla luce di ciò che emerso, alla luce dei forti dubbi emersi, l’unica strada che credo sia d’obbligo è procedere ad un’interlocuzione con i partner di questo progetto, Francia e Ue, per condividere questi dubbi e le perplessità”.

 

 

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